la posta della olga

In trattoria si risparmia, ma ’na fritaiéta in casa...

Piove - scrive la Olga - e il mio Gino ciabatta avanti e indietro per la casa annoiato canticchiando “Sul ponte sventola bandiera bianca“. «Finìssila, Gino, che ghe n'ò zà bastansa de paturnie: l'inflassión, le boléte, i giornài pieni de desgràssie, l'asse del cesso róta e el me zenòcio ch'el se lamenta come 'na sigaròla mal ónta, ma mai alsàr bandiera bianca. Pitòsto, lézi qua». E gli mostro la pagina de L'Arena in cui c'è scritto che coi prezzi dei generi alimentari che continuano ad aumentare e quello del gas - una vera sciagura - conviene andare a mangiare al ristorantino, in trattoria, in pizzeria o sotto i tendoni delle sagre. In effetti alla trattoria Dai Onti, tenuto anche conto che quando si è fuori di casa si spegne il riscaldamento, si risparmia e se poi fai l'abbonamento mensile come i muratori dei cantieri si usufruisce dello sconto del dieci per cento. D'accordo, occorre chiudere un occhio sulla pulizia e sul servizio ma le trippe e el cunèl in umido sono buoni e costano meno di quelli cucinati in casa anche se la Onta, quando li porta, nei piatti infila i pollici che poi si ciuccia con gusto. Può succedere anche che sul tavolo si insedi il gatto o una delle galline che oziano nel locale ma chi, come me e il mio Gino, conosce i Onti lo deve mettere in preventivo. Ci sarebbe poi la trattoria Dal Cìncio dove sul camìn nero de frusìn campeggia la scritta “Ani e goti mai contarli“. Servono polenta e baccalà da tripla genuflessión a sette euro ma gli avventori tirano troppe siràche per considerarlo un locale consigliabile alle famiglie. Tra le trattorie più a buon mercato mi viene in mente anche quella della Gilda Pansóna. Ci siamo stati la settimana scorsa. Fuori c'è un cagnasso che smòrsega ma la catena è sicura. Mai gustato brisóle più saporite e, in mezzo al tavolo da 12 persone, troneggiava un vasone di pearóni sotto aceto in cui tutti potevano infilarci le mani. Converrebbe, dunque, andare a mangiare fuori se non fosse che per pigrizia tante volte si preferisce stare a casa, specie adesso che fuori comincia a far freddo: 'na fritàia che fuma, do féte de polenta e 'na cuèrta sui zenòci. La casa è pur sempre la casa. Dai Onti c'è il cesso alla turca. Noi abbiamo tutte le comodità.

Silvino Gonzato