Grazie ai lettori ma mai sindaca

Ringrazio i lettori Ennio Zanetti e Franco Guidoni - scrive la Olga - per le loro lettere su L'Arena e tutti gli altri che per email o per telefono (col postino arrivano solo bollette e rogne) mi hanno dimostrato la loro amicizia in occasione dei vent'anni della rubrica. Sono grata anche al Gazzettino di Terrossa che lusinghieramente mi cita avendo a mia volta citato il Palio dei Mussi che si tiene da quelle parti. Il signor Ennio Zanetti mi vorrebbe addirittura sindaca sennonché tra i miei molti difetti non ho quello di improvvisarmi e faccio solo quello che sono capace di fare, come buttar giù qualche riga per il giornale cittadino o cucinare il minestrone con le códeghe, non certo adesso che si crepa di caldo, ma quando comincerà rinfrescare. Per fare il sindaco ci vuole esperienza amministrativa, esperienza di vita magari un po' tribolata per cui sai come vive la gente e cosa vorrebbe per stare meglio. Per esempio, non credo che in questi tempi sciagurati i cittadini sbavino sulla filovia di cui il giovane nuovo assessore Tommaso Ferrari ha annunciato la ripresa dei lavori in ottobre con tutto l'ambaradan che in parte abbiamo conosciuto e patito fino all'esasperazione. I giovani hanno energia ed entusiasmo, hanno voglia di dimostrare, spesso di strafare: è nella loro natura specie se approdano per la prima volta a una carica pubblica. Anch'io, checché se ne pensi, sono stata giovane e volevo sposare Marlon Brando che vedevo al cinema, anche se era molto più vecchio di me. Poi, maturando, mi sono data della stupida oca, ho sposato un sisón e, tutto sommato, mi ci sono trovata bene. I giovani sembrano ignorare che la società è fatta anche di anziani - oltre il 22 per cento a Verona - che hanno le idee chiare sulle priorità che si aspettano dai loro amministratori: strade e marciapiedi non più disastrati, sicurezza, aiuti per chi, con la sventura di questi prezzi, non ce la fa più. Tutto il resto si potrà fare ma non prima che in Comune si siano tirati su le maniche per risolvere questi problemi. Che ricominci il tormentone della filovia aggiunge angoscia ad angoscia. Ferrari, si metta quieto. Detto ciò, la Olga stacca per un paio di settimane, va in vacanza a Malga Malgò. Il solito bosco dove ti crescono il muschio sulle gambe e i funghi tra le dita dei piedi.

Silvino Gonzato