<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=336576148106696&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">
La posta della Olga

Alla Straverona green un inedito prof. Strusa

di Silvino Gonzato

La Straverona che si correrà domani è green, plastic free e quindi, nella filosofia green, è sostenibile anche se i veronesi bloccati in casa dal passaggio dei corridori la ritengono insostenibile e non inclusiva, altro termine che senza la negazione fa parte del lessico ambientalista. Oggi per avere credibilità qualsiasi cosa deve essere green, sostenibile, inclusiva e funzionale alla transizione ecologica. Green è anche un pretesto per tentare di far digerire manifestazioni, come la Straverona e le maratone, a chi sono indigeste perché per buona parte della giornata stravolgono la vita della città. «Ma noaltri sémo grìn o no?» mi chiede il mio Gino. «In che senso?». «Sbusémo l’ozono o no?». «No credo che sbusémo gnente - gli rispondo - vivémo come émo sempre fato, magnémo, dormémo, stranusémo, andémo in bicicleta, l’auto la usémo quando pióe e i fumi del minestrón no penso che da la capa i vaga tanto in alto». Il filosofo Strusa, richiesto di fare una distinzione tra le cose green e le cose che non lo sono, ha detto che, per esempio, la pistola ad acqua non è green perché è di plastica ma che lo è invece l’orologio a cucù di legno a patto che per fabbricarlo non sia stata abbattuta una foresta. Altro esempio: green è il fiasco perché è di vetro rivestito di paglia. «E un fiasco pien de vin?» gli ha chiesto el Tegolina. «Rosso o bianco, dipende dal vin che gh’è rento» ha risposto il filosofo. El Strusa si sta convertendo al green. Sostiene di lavarsi solo una volta alla settimana nel cortile di casa con un mestolo d’acqua fresca presa dal secchio. Domani correrà la Straverona green e, visto che la corsa è plastic free, si porterà dietro il secchio e ogni tanto si darà ‘na spiansadìna sul copìn col minestro. Al bareto c’è il sospetto che sia stato lui a bucare le gomme del Galletto Guzzi del ragionier Dolimàn che inquina come una betoniera. La transizione ecologica del bareto è molto lenta e c’è un’ostinata resistenza all’intelligenza artificiale che secondo gli avventori peggiorerà la qualità del vino.

Suggerimenti