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Bollicine gialloblù

Il mercato Hellas? Setti non si è intenerito e ora serve un miracolo

di Luca Mantovani
Il Verona alla Dacia Arena di Udine
Il Verona alla Dacia Arena di Udine
Il Verona alla Dacia Arena di Udine
Il Verona alla Dacia Arena di Udine

I segnali confortanti che arrivano dal campo non hanno "toccato" il cuore del presidente Setti. Non si è intenerito. Solo bilancio e razionalità anche se l’Hellas ha mezzo piede in B. E così il mercato di riparazione invernale - si chiama così perchè le società che hanno fallito in estate potrebbero correre ai ripari - si chiude senza colpi clamorosi in entrata a fronte, ancora una volta, di “svendite“ eccellenti. Ivan Ilic è stato gettato nelle braccia del Toro per 16 milioni di euro, poco più di quello che era costato per prenderlo dal Manchester City, Antonin Barak è stato ceduto definitivamente alla Fiorentina per sei milioni, la stessa cifra che era stata versata al momento del riscatto, Koray Gunther è andato alla Samp per togliersi un contratto importante.

Ovviamente è molto più facile vendere chi ha mercato, difficile “sbolognare“ gente come Simone Verdi - il giocatore più pagato del Verona con i suoi tre milioni lordi all’anno che finora non ha dato nulla alla squadra - Kevin Lasagna, l’eterno incompiuto che non ha più il passo della Serie A, Thomas Henry che si è rotto il crociato a poche ore dal trasferimento al Genoa, oppure Juan David Cabal, escluso da tempo dal progetto tecnico e tattico dei gialloblù.

Gli arrivi? Nessun lampo. Solo giovani promesse oppure onesti pedalatori come Duda o Abildgaard che non trovavano spazio in altre squadre.

 

I disastri estivi e il futuro

Va bene così, per carità, una squadra come l’Hellas deve fare anche delle scommesse per creare un volano positivo e creare valore aggiunto.

Ma dopo i disastri estivi della coppia Marroccu & Cioffi tutti si aspettavano un paio di innesti di qualità per dare continuità a quanto di buono stanno facendo in panchina Zaffaroni e Bocchetti e in campo un gruppo di giocatori che ha deciso di rimanere fino all’ultima giornata di campionato con in testa un’idea fissa: dare il massimo per restare in A.

«E chi non ci crede... faccia le valige», questa la parola d’ordine di Sean Sogliano. In effetti in un gennaio che non t’aspetti l’Hellas ha messo insieme otto punti in cinque gare - nella prima parte di campionato ne aveva fatti cinque in quindici partite - ma nonostante questo lo Spezia quartultimo ha ancora cinque lunghezze di vantaggio - il 13 novembre prima della sosta mondiale ne aveva otto - il Lecce e il Sassuolo sette, la Salernitana otto. È vero, mancano ancora diciotto partite alla fine, ma i gialloblù non possono sbagliare più nulla per riagganciare il treno della salvezza visti anche i risultati delle dirette concorrenti che ogni tanto piazzano il «colpaccio», vedi il successo del Sassuolo con il Milan a San Siro o quello dello Spezia a Torino.

In quest’ottica diventano fondamentali le due sfide in casa consecutive con Lazio prima e Salernitana poi. Solo con due risultati positivi - almeno quattro punti al Bentegodi, meglio ancora se fossero sei - l’Hellas potrebbe vedere una luce in fondo al tunnel. Quando Setti ha richiamato Sogliano i tifosi si sono divisi su due linee di pensiero: i soliti pessimisti l’hanno vista come la scelta di un “traghettatore“ che accompagnasse il Verona in B senza colpo ferire, eliminando le zavorre, vendendo i pezzi migliori, salvando il bilancio per farsi trovare pronti al campionato cadetto. Gli ottimisti puntavano sul carattere di Sean per ridare entusiasmo a uno spogliatoio ormai senza stimoli e, nel frattempo, cercare qualche giocatore pronto per dare una mano nella volata finale. Sicuramente il nuovo direttore sportivo ha portato a termine la prima missione e la squadra ora ha uno spirito diverso ma sul mercato ha fatto quello che ha potuto. Non è facile chiudere operazioni di qualità se i cordoni della borsa si chiudono sempre di più. Quando è arrivato tutti pensavano che ci volesse una grande impresa, adesso serve un vero e proprio miracolo. In bocca al lupo...  

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