La Val del Parol e l'Altissimo di Nago

Panorama dal versante a lago dell'Altissimo di Nago (Mafrici)
Panorama dal versante a lago dell'Altissimo di Nago (Mafrici)
LA VAL DEL PAROL E L’ALTISSIMO DI NAGO (Mafrici)

Amo tutte le montagne, ma quelle molto panoramiche le amo di più. E una di queste è sicuramente l’Altissimo di Nago. I suoi 2.079 metri di altezza vogliono dire tutto e niente, perché il colpo d’occhio che si gode dal suo versante a lago, poco sotto l’altopiano della cima, è senza dubbio di prim’ordine, con il lago di Garda ai nostri piedi e una eccezionale corona di vette prestigiose a fare da sfondo, dall’Adamello alla Presanella, dal gruppo di Brenta al Bondone, e poi lo Stivo e le Dolomiti, che si apprezzano meglio spostandosi verso il rifugio Damiano Chiesa, da dove la vista si apre anche verso il Pasubio e il Carega.

Niente male per una passeggiata davvero alla portata di tutti, visti i poco più di 400 metri di dislivello dal rifugio Graziani alla cima, su comoda stradina, percorribile anche in bici. Non a caso credo sia la cima del monte Baldo più frequentata in assoluto. Chi sale dal versante a lago, dai Prati di Nago, ha 100 metri di dislivello in più; e 200 metri in più li ha chi percorre il sentiero da Bocca Navene lungo la cresta delle Laste di Tolghe.

C’è però un altro itinerario possibile, un po’ più lungo ma molto bello e facile. Si parcheggia alla Bocca del Creer (1.616 m), all’altezza del rifugio Graziani, che si raggiunge sia attraversando tutto il Baldo su strada asfaltata, toccando Spiazzi e il Caval di Novezza, che salendo da San Valentino (Brentonico). Si imbocca la stradina che sale all’Altissimo ma, dove spiana, si tira dritto fino a raggiungere senza fatica in una mezz’ora malga Campo (1.635 m) e la vicina croce che si affaccia su Brentonico e Rovereto. Si aggira la malga e, lungo il sentiero 650, si scende a una fortificazione militare. Oltre un tornello il tracciato risale in costa fra suggestive rocce, le Penegie, traversando poi a lungo, a balcone su Brentonico.

Raggiunto il bivio per il rifugio Campei, si va a sinistra nel bosco fino ad incrociare il sentiero 624 B che risale la suggestiva Val del Parol, dominata dalla mole dell’Altissimo. Si va quindi verso destra fino a incrociare il sentiero 624 che dal rifugio sale al monte Varagna, e sul quale confluisce anche la strada che arriva dai Prati di Nago (Dos Casina). Chi vuole, può traversare con percorso intuitivo su tracce i vasti pascoli sottostanti e risalire ai piedi del monte Varagna poco prima della Sforzela, che si affaccia sul Garda.

La cima, fortificata durante la Grande guerra, merita una visita. Da qui in poi si segue il sentiero che, prima ripido e poi in piano, arriva ai piedi dell’Altissimo, con affaccio sulla Val del Parol percorsa in precedenza, che da qui si mostra in tutta la sua selvaggia bellezza.

Lo strappo finale, circa 200 metri di dislivello, è un po’ faticoso ma il panorama che si attende in cima merita davvero. L’intera vetta, per la sua eccezionale posizione, era stata trasformata nel 1915 in una munitissima roccaforte dall’esercito italiano, e ancora oggi sono evidenti trincee, camminamenti, basamenti di edifici, postazioni di artiglieria. Un percorso nella storia dopo il quale, raggiunta la cima, si scende verso il lago per ammirare il colpo d’occhio, che abbraccia tutto il Benaco e la catena del Baldo, oltre a una infinita teoria di montagne. Ai nostri piedi ci sono Riva da una parte e Malcesine dall’altra.

A costo di ripetermi, lo ribadisco: uno spettacolo! Una volta sazi di panorami, si può raggiungere il vicino rifugio Damiano Chiesa per una sosta. La discesa avviene dalla stradina militare che, toccando la Busa Brodeghera, ci riporta alla macchina. L’intero giro richiede circa 3 ore e mezza.

IN BICI. L’Altissimo è un’altra delle «classiche» salite del Baldo. La vetta viene raggiunta di solito dal rifugio Graziani lungo la stradina sterrata, oppure dal Dos Casina o da Nago. Nel primo caso la discesa può avvenire lungo la medesima strada oppure, soltanto per biker con bici full e livello tecnico adeguato, dal sentiero 601 che si abbassa verso il monte Varagna e poi segue a ritroso il tracciato descritto in precedenza, che scende in Val del Parol e torna a malga Campo (numerosi tratti a spinta, cautela).

Chi parte da Nago (stranieri in maggioranza) può salire in vetta, spingendo fare il giro della montagna rientrando da Festa lungo la strada Brentegana. Il tracciato in assoluto più bello sfrutta invece la funivia Malcesine-Monte Baldo: da Tratto Spino si scende a Bocca Navene e si sale all’Altissimo dal rifugio Graziani; poi discesa dal sentiero 601 fino ai Prati di Nago e poi al bivio per il Dosso dei Roveri. Dopo un tratto facile, la discesa diventa molto impegnativa (solo per ciclisti dotati di grande tecnica e con le necessarie protezioni), ma indimenticabile. Un mito per i biker, non solo tedeschi!

claudio.mafrici@larena.it