Bici e monti

In bici sulla montagna di Tenno, fra storia e boschi spettacolari

Il sentiero del lago di Tenno
Il sentiero del lago di Tenno
Sulla montagna di Tenno"

L’alto Garda trentino è un paradiso per la mountain bike (e non solo) in tutte le stagioni, anche quando fa freddo, come adesso. Se la neve rende problematico raggiungere quote elevate, possiamo comunque pedalare più in basso senza per questo portare a casa itinerari banali.

Anzi, il giro sulla «montagna di Tenno» che ho percorso in bici è di grande soddisfazione, senza essere troppo impegnativo anche in discesa. La meta è il rifugio San Pietro sul monte Calino (974 m), splendido balcone sull’alto lago, che si raggiunge passando per il lago di Tenno e il borgo medievale di Canale.

Partiamo da Riva, anzi dalla frazione di San Giacomo dove, in via Ardaro, c’è un parcheggino gratuito (merce rara da queste parti) che fa per noi. Si sale leggermente per qualche centinaio di metri verso lo svincolo per la strada che porta in Val di Ledro, fino a quando, sulla sinistra, all’altezza di villa Angelica, un bivio segnalato con cartelli biancorossi (sentieri Cai e itinerari mtb 734-735) ci porta sul primo strappo di giornata, sul quale ci si scalda in un attimo, vista la pendenza severa.

Dopo circa 400 metri, davanti all’ingresso di una villa, si prosegue sullo sterrato che corre panoramico sopra un oliveto. Si sbuca in località Deva, sulla strada che sale a Tenno, che seguiremo fino a ritrovare sulla destra, dopo un tornante, i segni biancorossi mtb 734-735, che saranno fino al lago i fari del nostro itinerario. Si sale con più di uno strappo fra i terrazzamenti fino a ritrovare la strada asfaltata. Al successivo tornante si sale ancora a destra seguendo i segni mtb biancorossi, fino alla provinciale che stavolta si segue a lungo fino a ritrovare i nostri segnali sulla sinistra (cementata). Si continua a salire fino a un nuovo incrocio con la strada provinciale 37. Stavolta però si va a destra in discesa fino alle case di Pranzo. Si attraversa il paese e, sempre seguendo i segni mtb, si sale fino a trovare la pista ciclabile che ci porta tranquillamente al lago di Tenno.

Dopo una sosta (c’è un bar), si scende subito a sinistra fino a prendere la pista che costeggia il bellissimo specchio d’acqua (che alimenta la sottostante cascata del Varone) e poi, tenendo la destra, lo si aggira per qualche centinaio di metri fino a incrociare una rampa selciata, che si va ad innestare sul largo sentiero panoramico che, senza fatica, ci deposita a Canale di Tenno.

Il paesino medievale, che a dicembre è meta frequentata per i suoi mercatini natalizi, è un autentico gioiello architettonico, che da solo vale il viaggio (come il lago, peraltro). Siamo circa a metà della nostra fatica. Si risalgono le viuzze fino ad uscire da Canale. Dopo 200 metri si imbocca a sinistra un sentiero panoramico che risale alle case della frazione Calvola. Ora si segue a sinistra l’itinerario 1800 per il monte Misone e la salita torna a farsi sentire. La stradina asfaltata che punta verso il rifugio è bella, a tratti nel bosco, e panoramica, ma è anche piuttosto faticosa. Si passa la localita La Cros (croce, 789 m), che regala un bel colpo d’occhio sull’alto Garda e la piana di Riva, e si arriva a Calino (850 m). A sinistra, gli ultimi due chilometri scarsi si percorrono fra le tante casette che costeggiano la stradina e poi nel bellissimo bosco.

A proposito di boschi: in questa zona sono davvero spettacolari, con un mix di faggi, abeti rossi, roveri e larici che in autunno si colorano in maniera incredibile. Si aggira sempre a sinistra il dosso del monte Calino per raggiungere il rifugio, giustamente famoso per il bel panorama sul Garda, con il monte Stivo, l’Altissimo di Nago e il Baldo e il gruppo della Rocchetta che domina Riva. Accanto c’è la chiesetta di San Pietro, antico luogo di eremitaggio già presente nel XI secolo.

Dopo una sosta meritata, pensiamo alla discesa. Chi non possiede una mtb full può ritornare dal percorso di salita e completare l’anello intorno al lago di Tenno. Gli enduristi invece, dopo aver spinto la bici sul dosso sopra il rifugio, possono affrontare la fantastica discesa nel bosco fino alla località Ranciom, tecnica nella parte centrale e finale, con rocce che richiedono attenzione. Poi, passando per la località Pozze, si scende fino a Tenno con un altri tratti ripidi, che i meno esperti possono affrontare a piedi. Da qui si raggiunge il castello che domina la valletta. Il sentiero che ci riporta alla macchina sarebbe quello della Gola, di recente però vietato alle mountain bike. In alternativa non resta che ricollegarsi alla strada provinciale 37, sull’altro versante della valle dei Molini (verso Pranzo), e ripercorrere la via di salita.

Claudio Mafrici