Intervista alla vincitrice di «4 ristoranti»

Trionfo per l'Antica Amelia Bistrot. Micol: «In cucina sono un'autodidatta, passione cominciata da giovanissima»

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Micol Zorzella nel suo ristorante, Antica Amelia Bistrot (foto Marchiori)
Micol Zorzella nel suo ristorante, Antica Amelia Bistrot (foto Marchiori)
Micol Zorzella nel suo ristorante, Antica Amelia Bistrot (foto Marchiori)
Micol Zorzella nel suo ristorante, Antica Amelia Bistrot (foto Marchiori)

Nessuna candela e niente rose rosse. Anche se di fiori ce ne sono parecchi all’entrata del suo locale in pieno centro, a metà tra piazza dei Signori e Sottoriva. Micol ha un sorriso grande così e un’energia addosso che conquista. Lei è la titolare dell’Antica Amelia Bistrot, che si è aggiudicato il titolo di miglior ristorante romantico di Verona nella trasmissione «4 Ristoranti», il fortunato format tv condotto da Alessandro Borghese e in onda su Sky e Now Tv.

Lei che si è formata da autodidatta e che ha un concetto tutto suo di romanticismo, che ama le pappardelle della tradizione ma che nel suo locale cucina cotoletta di lingua tonnata e la “non zuppetta fredda” di carote, servita con ricotta vegana di mandorle e cracker ai semi di zucca.

 

Micol, che effetto fa vedere l’Antica Amelia Bistrot premiato come miglior ristorante romantico della nostra città?

Sono ore pazzesche, dopo due ore dalla messa in onda della trasmissione avevano già chiamato per prenotare una cena e per una foto con me. Devo ancora realizzare quanto è accaduto, sicuramente è una grande soddisfazione su tutti i fronti, professionale e personale.

 

Come inizia la tua passione per la cucina?

Da quando ero piccola, mi è stata trasmessa in casa e sono andata a vivere da sola molto presto, così ho imparato in fretta. Prima facevo solo la mamma, mio figlio Niccolò ora ha quasi dieci anni, poi sei anni fa mi sono messa in cucina per la prima volta quando con mio marito abbiamo rilevato il primo ristorante. Pensavo di starci un paio di mesi, e invece eccomi ancora qui, nel frattempo ci siamo spostati qui in vicolo Due Stelle proprio nel mezzo della pandemia.

 

C’è un piatto a cui sei particolarmente affezionata?

Forse la cotoletta di lingua tonnata, che è stata scelta anche durante la puntata di 4 Ristoranti, ma anche la trota del Trentino, è un piatto della rinascita dopo il periodo del Covid, un piatto di passaggio dal prima al dopo che spero porti bene. Da autodidatta mi sentivo sempre un passo indietro rispetto ai miei colleghi, questa vittoria è uno stimolo in più dopo un momento particolare.

 

Com’è cominciata l’avventura con la trasmissione?

Ero con mio marito, ho risposto al telefono e quasi non ci credevo. Conoscevo bene il programma e con mio figlio lo guardo da anni, ho partecipato anche per lui, volevo vincere per fargli un regaloi. Alessandro Borghese? Ha un’empatia incredibile e sa come metterti a tuo agio, sono stati giorni incredibili. Faticosi, ma rifarei tutto, un’esperienza che mi è rimasta dentro anche se ormai è passato qualche mese.

 

Parli spesso di tuo figlio, come vive il ristorante?

Ha una grande passione per il cibo, ogni tanto si fa qualche periodo vegetariano o vegano dovuto al suo grande amore per gli animali, spesso lo coinvolgo anche nell’assaggio dei nuovi piatti. Qui davanti al bancone c’è il suo tavolino, viene qui dopo la scuola.

 

Qual è l’idea di cucina di Micol?

Sono partita con una modalità più casalinga e vicina alla tradizione, con grande attenzione ai prodotti del territorio. Ora c’è la stessa attenzione al prodotto ma con un cambio netto rispetto a una volta, abbiamo in carta tra i 12 e i 14 piatti tutti particolari e che mi rispecchiano. Io amo la tradizione, ma credo che quella vada rispettata, o si fa come da tradizione o si fa un’altra cosa.

 

Com’è lavorare fianco a fianco con mamma Elisabetta?

La mia mamma, insieme al mio fidato Daniele, che tra l’altro nella puntata ha fatto breccia nel cuore dell’altra concorrente Barbara de Il Bertoldo, si occupa della sala e in realtà siamo divise da un muro, meglio così. Inevitabile qualche incomprensione, ma averla con me è un valore aggiunto, la sua cura dei dettagli e la dolcezza con cui tratta i clienti sono fondamentali.

 

Le impressioni rispetto ai suoi rivali Barbara, Vittorio e Gianni?

Devo dire che ho fatto molta fatica a giudicare gli altri concorrenti, ero in difficoltà e in più di qualche occasione mi sono emozionata parecchio. In generale è stata un’avventura super, a parte il freddo visto che abbiamo girato per quattro giorni a fine gennaio, c’erano temperature bassissime e i tempi di attesa erano parecchi. La rifarei mille volte comunque, un’esperienza che sognavo e che davvero mi ha lasciato dentro mille emozioni.

 

Ma dopo la vittoria per il futuro cos’hai in mente per l’Antica Amelia Bistrot?

Non lo so di preciso, sicuramente l’Antica Amelia è dove mi sento a casa, qui c’è una parte di me, ma è anche dove spesso mi trovo a viaggiare con la testa. Questo locale era il mio sogno nel cassetto, c’è ancora molto lavoro da fare e ancora tanta voglia di vivermelo soprattutto dopo la pandemia. Però, sono una persona che vive di passione, cerco sempre di viverne di nuove. Intanto chissà che la vittoria a 4 Ristoranti non ispiri anche un nuovo piatto.

Luca Mazzara