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LA decisione

Soave, restrizioni sulla produzione della doc per due vendemmie

di Paola Dalli Cani
Riguarda le campagne vendemmiali del 2023 e del 2024
Vigneti a Soave
Vigneti a Soave
Vigneti a Soave
Vigneti a Soave

«Nello scenario generale e preso atto dell’enorme aumento dei costi il Consorzio ha voluto mettere in campo un’azione di tutela del prodotto immesso su un mercato ipercompetitivo dalla più grande Denominazione d’origine bianca d’Italia»: così Igor Gladich, da poco più di un anno direttore del Consorzio di tutela del Soave, spiega l’istanza (accolta e resa norma dalla Direzione agroalimentare della Regione del Veneto) volta alla sospensione temporanea della rivendica per le produzioni a Denominazione di origine Soave, Soave superiore e Recioto di Soave.

 

Per quanto dura la restrizione sulla produzione della doc 

La restrizione sarà relativa alle prossime due campagne vendemmiali, quella di questa stagione e quella della prossima in vista delle quali, per non incappare in sovrapproduzioni, per i viticoltori di terreni che ricadono in area a Denominazione di origine, e che coltivano cultivar inserite nel disciplinare di produzione, non sarà possibile chiedere l’assoggettamento alla stessa Denominazione.

La misura si estende ai vigneti di Garganega realizzati entro il 31 luglio 2018 che nelle vendemmie dal 2019 al 2022 non sono state destinate per almeno tre volte alla produzione delle Denominazioni di origine Soave: scatta poi la sospensione dell’idoneità di rivendica per quelli realizzati dopo, ad esclusione di quelli fatti in forza di una autorizzazione al reimpianto derivanti dall’estirpazione di una pari superficie di Garganega idonea e non sottoposta a sospensione alla rivendica. Estirpo, reimpianto o sovrainnesto di un vigneto di Garganega sottoposta a sospensione alla rivendica, se convertito ad altre varietà, non può essere in alcun modo destinato alla rivendica stessa e nel caso in cui, infine, venga attivata la procedura di reimpianto anticipato, non è ammessa, ai fini della rivendicazione alla Denominazione di origine Soave, la raccolta contemporanea delle uve prodotte da vigneto non ancora estirpato e da quello anticipatamente reimpiantato.

 

Il perché della scelta

«Imprescindibile, soprattutto dopo lo sconquasso portato dalla pandemia, una visione d’insieme che consenta una crescita tenendo conto dello scenario generale, del mercato, delle scelte del consumatore per evitare sovrapproduzioni non assorbibili con soddisfazione. Nel Soave», spiega Gladich, «già da qualche anno è scattata la riduzione delle rese, ma al termine di una valutazione quest’anno abbiamo ritenuto opportuno avvalerci della misura di salvaguardia. Valutazioni, studio, confronto con associazioni di categoria, soci, cda per dare ai viticoltori punti fermi per ragionare sulla prossima vendemmia».

La riduzione delle rese per questa stagione esclude i conduttori di vigneti idonei alla produzione dei vini Doc Soave che nelle ultime due vendemmie non abbiano registrato esuberi di produzione e le produzioni destinate a Doc Soave Classico e Doc Soave Colli Scaligeri prodotte con metodo biologico: sale a 14 tonnellate ad ettaro (e non 13) quella ammessa per le produzioni destinate a Doc Soave da coltivazione biologica.•.

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