L'INTERVISTA/2

Iginio Massari: «Un 2022 da incorniciare con la conquista di Londra»

Il re dei pasticcieri e la figlia Debora ripercorrono un anno di successi: «Approdare da Harrods, nel negozio più blasonato a livello mondiale, è una bella conquista»
Iginio Massari tra i figli Debora e Nicola
Iginio Massari tra i figli Debora e Nicola
Iginio Massari tra i figli Debora e Nicola
Iginio Massari tra i figli Debora e Nicola

La sostanza, prima della forma. I riflettori si accendono su un crescendo rossiniano: 5 negozi a Verona, Brescia, Milano, Torino e Firenze, 11 Pop-Up Store, lo shop-on-line a gonfie vele, le Tre Torte d’Oro del Gambero Rosso e riconoscimenti da tempo ampiamente internazionali: da ultimo, a Londra, la scelta di Harrods di puntare sul panettone artigianale rigorosamente targato Brescia. Iginio Massari Alta Pasticceria saluta il 2022 da brand in costante ascesa.

«Sua maestà il bossolà»: Iginio Massari al Teatro Sociale
«Sua maestà il bossolà»: Iginio Massari al Teatro Sociale

Risultati e prospettive che il re dei pasticcieri e sua figlia Debora possono analizzare con il sorriso. «Abbiamo lavorato bene e i meriti - sottolinea Iginio - vanno condivisi con l’altro mio figlio Nicola, che si occupa di tecnologia interna: noi non adattiamo i prodotti alle macchine ma le macchine ai prodotti, una percezione innata in lui. E ringrazio mia moglie Maria: lei guadagna, io spendo. Quando Debora era piccola sua madre le faceva fare ginnastica artistica, danza classica, pianoforte; io la portavo a judo. E a 8 anni mia figlia batteva i ragazzi di 15 a braccio di ferro».

Le vittorie non mancano nemmeno adesso.

Debora Vero. È stato un ottimo anno: nei negozi c’è sempre la coda, i Pop-Up Store hanno registrato un 70 per cento di aumento rispetto all’anno scorso in questo periodo. Si tratta di punti-vendita generalmente posizionati nelle stazioni centrali dell’alta velocità e il traffico post-Covid è aumentato. A livello logistico l’organizzazione necessaria a soddisfare tutte le richieste non è semplice, i reparti sono saturi, ma abbiamo un bellissimo team.

Iginio Le aree sono tante, i collaboratori validi. Le maestranze remano tutte dalla stessa parte. Fondamentale seguire la stessa linea, standardizzare tutto.

Libri e televisione, ma anche premi e social: un 2022 da incorniciare, con il fiore all’occhiello dell’ingresso di Debora nella Top 100 di Forbes sulle donne al comando in Italia.

Debora Un anno-sì anche sul piano personale: negli ultimi tempi sto raccogliendo tutto quello che ho seminato prima. Sono entrata in azienda nel 2000, ormai 23 anni fa.

Iginio e Debora con gli sposi Federica Pellegrini e Matteo Giunta
Iginio e Debora con gli sposi Federica Pellegrini e Matteo Giunta

Iginio E un mese fa a Piacenza 800 studenti dell’università Cattolica hanno ripercorso la tua carriera.

Debora Mi dà soddisfazione quando sui social vengo presa come punto di riferimento quale persona che dà ispirazione sul lavoro e nello sport: i miei orizzonti, dopo la famiglia. Non esiste altro nelle miei giornate. Il sessantenne che è sempre stato sedentario e mi scrive «Sono andato camminare mezz’ora seguendo il tuo esempio» mi inorgoglisce. I social non servono solo a mettersi in mostra, possono anche lanciare messaggi.

Iginio Io non li guardo mai i social. Spacco? È perché mi fanno spaccare! E spaziare.

Il dolce più richiesto?

Debora È tutto sold out.

Iginio

Una volta a Natale si abbandonava la pasticceria per concentrarsi sui prodotti tipici delle feste. Negli ultimi anni va tanto il cioccolato, non solo il panettone, e sono richiestissimi i maritozzi. Un dolce dalla storia bellissima: nel maritozzo metteva l’anello l’uomo che chiedeva alla donna di sposarlo.

Ha fatto così anche lei?

Iginio No, non avevo un maritozzo con me al momento. Il maritozzo ha più successo da quando ha cambiato forma: merito di Debora.

Debora L’abbiamo deciso quando abbiamo aperto a Milano nel 2018.

Iginio Ma già 2 anni prima a Roma l’avevi sperimentato.

Brescia, Verona, Milano, Roma, Londra: il brand è sempre più internazionale?

Iginio Approdare da Harrods, nel negozio più blasonato a livello mondiale, è una bella conquista.

Debora Siamo conosciuti, ma non tutti ci hanno assaggiato: colpisce quando anche in un’ambasciata scatta «l’effetto wow». Assaggiano e non si aspettano che sia così buono... Noi chiediamo solo questo: assaggiateci e giudicherete. Siamo stati riconosciuti come brand di lusso, primo caso in Italia in ambito-food. Di lusso, sì, ma accessibile: caffè e mignon sono alla portata di tutti.

Iginio Ecco perché la moda si è buttata sulla pasticceria e non viceversa: il dolce è per tutti.

Il sogno per il 2023?

Iginio Fare qualcosa per cambiare il modo di pensare l’industria. Sto studiando soluzioni nuove.

Debora L’ultimo anno è stato bello ma frenetico. Vorrei un 2023 più sereno a livello interiore: riuscire a farmi scivolare le cose addosso.

Intanto «Sua Maestà Bossolà» è l’immagine enogastronomica di Brescia Capitale della Cultura.

«Sua maestà il bossolà»: Iginio Massari al Teatro Sociale
«Sua maestà il bossolà»: Iginio Massari al Teatro Sociale

Iginio Al Teatro Sociale raccontandone la storia abbiamo attirato 600 persone: ho tenuto desta l’attenzione della platea come all’Elfo di Milano. Il 2023 da Capitale sarà una grandissima cosa. Brescia assieme a Bergamo: città che a livello calcistico sono rivali. Ma la cultura non conosce antagonismi.

Gian Paolo Laffranchi

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