A Cavaion

Osteria Preella, i sapori «firmati» dal Gruppo Italiano Vini

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Chef Fabrizio Albini con il suo staff davanti all’osteria Preella
Chef Fabrizio Albini con il suo staff davanti all’osteria Preella
Chef Fabrizio Albini con il suo staff davanti all’osteria Preella
Chef Fabrizio Albini con il suo staff davanti all’osteria Preella

Il paesaggio è dominato dai vigneti tra le colline del Bardolino, che per l’autunno, come ogni anno, regaleranno lo spettacolo di un’esplosione di colori. A Cavaion, in un edificio ottocentesco, rinnovato con spazi all’aperto attrezzati anche per la stagione che si affaccia, si può godere della cucina e del buon vino di Osteria Preella, inaugurata ad agosto da Gruppo italiano vini (Giv) di Calmasino, leader nella produzione e commercializzazione di bottiglie di pregio, provenienti da 15 cantine basate nelle regioni più vocate, dalla Toscana alla Sicilia, dal Piemonte alla Puglia.

 

Si tratta del primo locale di ristorazione e wine shop che il gruppo apre nel Veronese. Risalgono all’anno scorso i tagli del nastro a Matera e a Praga. «Non siamo ristoratori», precisa il direttore generale di Giv, Roberta Corrà, «ma per chi fa il nostro mestiere è essenziale stabilire un filo diretto con il consumatore finale per capire cosa apprezza, quali sono preferenze e tendenze. Ci interessa capire se il cliente riconosce la personalità e lo stile dei nostri vini. Il feedback che ne ricaviamo è prezioso».

 

Così, ancora lo scorso autunno, Giv ha iniziato a ristrutturare lo stabile per il nuovo locale, la cui realizzazione ha scontato i ritardi della pandemia. «Avevamo pensato ad un taglio del nastro in occasione di Vinitaly. Gli spazi all’aperto sono stati ampliati seguendo le esigenze del post pandemia. Ora stiamo anche ideando un giardino d’inverno per far godere agli ospiti la bella vista e rispettare il distanziamento», prosegue Corrà. Il locale, in un sito facilmente raggiungibile ai veronesi, ma anche ai molti turisti del lago, potrà restituire al gruppo vinicolo preziose informazione sulla percezione che anche i clienti stranieri hanno dei 16 brand principali di Giv. Un test interessante per un’impresa già presente sui mercati oltreconfine e che l’anno scorso ha realizzato il 76% del suo fatturato (227 milioni riferibili alla capogruppo, 409 di consolidato) sulle destinazioni straniere.

 

Il ristorante punta sulle nuove promesse dell’alta ristorazione, affidando l’importante ruolo di oste 3.0 a Matteo Modesti: veronese doc, con un curriculum di tutto rispetto nelle più rinomate locande di Verona, un amore sincero per il territorio e la mente aperta. Ai fornelli c’è lo chef e talent scout dell’alta cucina Fabrizio Albini, una carriera iniziata in famiglia e perfezionata con maestri del calibro di Gualtiero Marchesi e Vittorio Fusari, che scommette su una brigata di giovani talenti. Il wine shop offre etichette italiane e francesi, selezionate da Modesti e Albini insieme a Giv. Nel menù la scelta parte dai drink di aperitivo e spazia dal risotto all’Amarone al pesce di lago, senza scontentare i golosi di pizza gourmet, declinata in otto ricette - una su tutte, la celebre Zucchina - ideate dal pluripremiato pizzaiolo Paolo Ghidini. All’interno i posti a sedere sono una cinquantina, ma c’è disponibilità di due sale che si possono riservare.

Valeria Zanetti

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