Lo chef veronese

Matteo Sivero, giovane ambasciatore della cucina italiana all'estero, prossima missione: Georgia

Matteo Sivero, giovane chef stellato veronese
Matteo Sivero, giovane chef stellato veronese
Matteo Sivero, giovane chef stellato veronese
Matteo Sivero, giovane chef stellato veronese

È tornato in Italia per pochi giorni Matteo Sivero, lo chef stellato veronese che a soli ventisei anni sta portando la cucina italiana e le sue eccellenze in giro per il mondo. Il prossimo volo sarà tra qualche ora, destinazione Tbilisi, in Georgia, dove lo attendono masterclass e show-cooking per giovani chef, imprenditori georgiani che vogliono imparare le specialità tricolore.

«Ogni viaggio per me è un'emozione e quest'ultima esperienza è stata davvero particolare», racconta. «Nelle scorse settimane sono stato in Georgia, all'ambasciata italiana in occasione della festa della Repubblica e ho cucinato per più di milleduecento persone tra esponenti del Governo, del Parlamento e di varie istituzioni georgiane e italiane oltre a personalità del mondo economico, culturale, accademico e della società civile. Doveva essere un galà con cinquecento invitati, ma come tutti gli eventi, c'è sempre un imprevisto e a meno di ventiquattro ore mi è stato comunicato il cambio numero di ospiti. Insieme a me c'erano altri sei giovani cuochi del posto che mi hanno supportato, è stata un'impresa, ma abbiamo lasciato tutti senza parole».

La cena è stata preparata con le eccellenze italiane: «I nostri prodotti culinari sono apprezzati in tutto il mondo e ogni ospite è curioso di assaggiarli. Ho preparato specialità richiamando il verde, bianco e rosso», continua lo chef. «Siamo partiti con una semplice bruschetta con pomodorini e origano, rivisitata con gelatina all'Aperol, abbiamo portato il tartufo, il riso per preparare il risotto all'Amarone con fonduta al parmigiano, poi guancia di maiale alla birra con salsa di mele e zenzero, branzino in sfoglie di patate con salsa mediterranea cubettata e crema al basilico. Abbiamo concluso con il tiramisù rivisitato. Sono state giornate intense, abbiamo lavorato intere nottate per arrivare all'evento preparati. Tutti sono rimasti senza parole e per noi una vera soddisfazione che mi ha ripagato degli sforzi».

Sivero è molto attento alle tradizioni e ai dettagli del paese ospitante: «Non è facile cucinare per una cultura culinaria che tende a concentrarsi sui gusti piccanti, pepati, fritti, bolliti», puntualizza. «È sempre una sfida che mi permette di sperimentare e creare nuovi piatti. Dalla scoperta di nuove usanze nascono importanti idee che poi posso riportare anche in Italia. Ora mi attendono dieci giorni dove, ancora una volta, ho la possibilità di raccontare e far conoscere la nostra storia attraverso la cucina e i prodotti. Per me è un orgoglio, una grande opportunità e ringrazio le aziende e le realtà italiane che mi supportano e hanno sposato il progetto».