A Roverchiara

«Terremoto» al ristorante stellato: lo chef non accetta la riduzione dei costi, sostituito dal suo secondo

A Roverchiara se ne va lo chef di uno dei locali più rinomati del Veronese: non ha accettato la «spending review» chiesta dal titolare
Al centro Scandogliero, a sinistra Baldissarutti e a destra Vignolle
Al centro Scandogliero, a sinistra Baldissarutti e a destra Vignolle
Al centro Scandogliero, a sinistra Baldissarutti e a destra Vignolle
Al centro Scandogliero, a sinistra Baldissarutti e a destra Vignolle

Terremoto in casa del neo stellato veronese Locanda le 4 Ciacole di Roverchiara. Il patron Marco Scandogliero ha chiuso i rapporti con lo chef della prima stella, Francesco Baldissarutti, “reo” di non aver accettato un cambio di rotta nella cucina, all’insegna del risparmio energetico.

 

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«Un risparmio a 360 gradi - spiega Scandogliero - necessario in questa fase di congiuntura e aumento dei costi. Ho convocato la brigata e ho spiegato che dovevamo adottare una attenzione nuova ai costi, non soltanto energia e gas, ma anche personale e materie prime (eliminando gli intermediari e acquistando dai produttori). Non è possibile lavorare tutti i giorni 15 ore per cucinare a 15 clienti, non è sostenibile e io devo pensare prima all’azienda, perché se chiudiamo non facciamo più da mangiare a nessuno».

All’incontro Baldissarutti ha ribadito che il suo modo di cucinare non era modificabile, non lasciando altre possibilità a Scandogliero di chiudere il rapporto. Di diverso avviso il secondo storico di Baldissarutti, Bruno Vignolle, da dieci anni al suo fianco, che ha lasciato il maestro e accettato la sfida di guidare la brigata nella nuova avventura.

«Una sfida entusiasmante - conclude Scandogliero - sempre all’insegna della massima qualità delle materie e delle tecniche, con un maggior legame al territorio, un ritorno ai piatti delle origini, ma con l’esperienza stellata di Vignolle». Si riapre il 21 settembre.

Alberto Tonello