Importante riconoscimento

La Pecora Brogna ora è presidio Slow Food. «Un animale che tiene viva la montagna»

I produttori a palazzo Barbieri (foto Marco Malvezzi)
I produttori a palazzo Barbieri (foto Marco Malvezzi)
Brogna presidio SlowFood- video Zambaldo

Straordinario riconoscimento per i produttori della Pecora Brogna: è ora presidio Slow Food, l'associazione no profit che valorizza i cibi tradizionali e prodotti in armonia con l'ambiente.

I presìdi Slow Food sono le comunità che lavorano per salvare dall’estinzione razze autoctone e varietà di alimenti tradizionali, tramandando tecniche di produzione e mestieri, prendendosi cura dell’ambiente e valorizzando il territorio. In Lessinia, luogo principale dell'allevamento della Brogna, erano già presìdi slow food il Monte Veronese e il Pero Misso.

 

I produttori a palazzo Barbieri (foto Marco Malvezzi)
I produttori a palazzo Barbieri (foto Marco Malvezzi)

 

L'obiettivo è stato raggiunto dopo diceci anni di lavoro dell’Associazione per la promozione e la tutela della Pecora Brogna, unico animale esistente originario della Lessinia.  Una pecora da lana, carne e latte, facilmente riconoscibile: muso e zampe marroni, mentre il resto del vello è bianco, le orecchie che cadono oblique e il profilo arcuato.

L'annuncio mercoledì in piazza Bra, con l’assessore al Turismo del comune di Verona Francesca Toffali, il presidente del Parco della Lessinia Raffaele Campostrini, la fiduciaria Slow Food Verona Antonella Bampa e il rappresentante regionale Mauro Pasquali, oltre ad alcuni allevatori, ristoratori e artigiani del settore.

 

Roverè, festa della pecora brogna (Zambaldo)
Roverè, festa della pecora brogna (Zambaldo)

 

«In queste montagne – racconta Marcello Volanti, referente locale dei produttori – il nostro motto è: una pecora per l’ambiente. È stato coniato perché siamo fieri del lavoro prezioso che questo animale svolge nelle nostre zone. Pascolando, oltre a tenere viva la montagna non permette il rimboschimento dei prati e dei pascoli. Inoltre questo animale, nutrendosi in via pressoché esclusiva di erba e fieno, non entra in concorrenza con l’uomo nella catena alimentare. Si tratta di una produzione zootecnica ampiamente sostenibile, visto che per alimentarla non abbiamo bisogno di ricavare superfici seminative sempre nuove e più grandi».

«Dal punto di vista organolettico – spiega Antonella Bampa, fiduciaria della Condotta Slow Food di Verona – la carne della brogna non è caratterizzata dal tipico afrore ovino. Fin dall’inizio, infatti, risulta gradevole e profumata. È certamente incisiva nella sua delicatezza, ma porta con sé un equilibrio tale da non influenzare prepotentemente le preparazioni di cui è protagonista». 

 

Il Presidio della pecora brogna è finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale del Terzo Settore e della Responsabilità Sociale delle Imprese.