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La visita

Il Valpolicella sbarca in consiglio regionale a Venezia. Fra Unesco, sostenibilità e tutela

Una veduta della Valpolicella
Una veduta della Valpolicella
Una veduta della Valpolicella
Una veduta della Valpolicella

L'eccellenza vitivinicola veronese fa tappa in Regione, a Palazzo Ferri Fini di Venezia. Nella sede del Consiglio del Veneto, infatti, su spunto e organizzazione del consigliere regionale veronese Alberto Bozza, il Consorzio di tutela dei vini della Valpolicella con il presidente Christian Marchesini e il direttore Matteo Tedeschi si è presentato e ha tenuto una degustazione dei rossi Doc e Docg della denominazione.

A fare gli onori di casa il presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti, insieme a Bozza, alla presenza di molti consiglieri regionali, degli assessori regionali Donazzan e Calzavara e di tantissimi sindaci e amministratori locali.

«Una storia lunga 1500 anni quella del nostro territorio vitivinicolo», ha affermato Marchesini, «con cinque varietà di Valpolicella e la punta di diamante dell’Amarone che, con 17 milioni di bottiglie l’anno, è un simbolo dell’enologia italiana di alto livello nel mondo». Il presidente del Consorzio, neo eletto alla guida dell’ente, ha inoltre ricordato il percorso verso la sostenibilità iniziato nel 2012: «Oggi il 35 per cento della nostra superficie vitata possiede una certificazione di sostenibilità».

E poi un obiettivo su tutti, la candidatura di patrimonio immateriale Unesco della tecnica di appassimento delle uve «su cui si sta spendendo molto anche il presidente Zaia», ha concluso Marchesini.

La presentazione in regione
La presentazione in regione

 

«Tuteliamo il nostro vino»

Il consigliere veronese del Veneto Bozza ha spinto molto sull’impegno di tutte le istituzioni «per tutelare il nostro vino di eccellenza, oggi messo in discussione dai desiderata e da certe politiche di alcuni Paesi membri dell’Unione europea. Pensiamo», ha sottolineato, «a chi ha provato a chiedere la dealcolazione dei nostri vini Igp e Dop, oppure all’Irlanda che nel silenzio-assenso della Commissione europea ha aperto alla pratica dell’health warning, cioè l’etichettatura allarmistica sulle bottiglie di vino».

Bozza ha ricordato che «il Veneto rappresenta il 36 per cento dell’export vitivinicolo italiano e il 30 per cento della produzione vitivinicola italiana Igp e Dop. Il nostro è un prodotto di alta qualità ed eccellenza, negli anni le cantine vitivinicole hanno investito milioni di euro nell’innovazione enologica e nella ricerca. È evidente che il vino di qualità, se consumato in modiche quantità, rientra nella dieta mediterranea ed è salutare, oltre a rappresentare la storia e cultura del nostro Paese. L’Amarone è il nostro ambasciatore nel mondo».

Infine, Bozza ha concluso ricordando le iniziative che il Consiglio regionale sta portando avanti sul piano legislativo, «dal museo del vino del collega Corsi alla mia proposta di legge sui distretti del cibo ora in Terza commissione agricoltura»

Camilla Madinelli

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