IL CASO

Razionamento dell'energia, l'allarme dei Massari: «Finiremmo tutti in ginocchio»

Il Gruppo guidato dal maestro pasticciere Iginio Massari al lavoro per trovare soluzioni al caro elettricità
Iginio Massari con i figli Debora e Nicola. A sinistra i suoi bignè
Iginio Massari con i figli Debora e Nicola. A sinistra i suoi bignè
Iginio Massari con i figli Debora e Nicola. A sinistra i suoi bignè
Iginio Massari con i figli Debora e Nicola. A sinistra i suoi bignè

Razionare l’energia elettrica per contrastare la crisi energetica: un’idea alla quale la Commissione dell’Unione europea starebbe seriamente pensando ma che potrebbe rivelarsi fatale per molte imprese. Un taglio obbligatorio dell’energia elettrica e un razionamento volontario del gas, a dir poco pericoloso e «che metterebbe il Gruppo Massari in ginocchio».

L'allarme

Non un’azienda a caso ma una realtà che ha fatto del suo nome un marchio di qualità e di garanzia in giro per il mondo e che ora vede nel razionamento «un rischio concreto». Per questo il Gruppo, guidato da Iginio, Debora e Nicola, sta già attuando strategie interne di intervento per non soccombere alle «soluzioni» europee e alle conseguenze che ne derivano.

Le alternative

«Stiamo pensando ad altri sistemi di alimentazione e - confidano- stiamo valutando anche di passare al pellet».

Una mossa necessaria per riuscire a far fronte alla crisi energetica in atto. «Siamo passati dal consumare 22 centesimi chilowattora a consumare 63 centesimi - illustrano -. Un balzo enorme se si pensa che una pasticceria media consuma mensilmente circa 50 mila kilowatt».

Un settore, quello dolciario, particolarmente energivoro e che sta pagando caro il prezzo del blocco dei rifornimenti russi. Spese che iniziano a farsi sentire all’interno del Gruppo bresciano che conta 5 pasticcerie (con laboratori e laboratori di finitura), una sede di produzione di tremila metri quadrati, uffici, un magazzino e 14 pop-up store, per un totale di circa 200 lavoratori.

Le materie prime

«Dobbiamo tenere in considerazione anche gli incrementi generalizzati delle materie prime - spiegano -. Ovviamente stiamo riflettendo sul da farsi, perché l’energia è solamente una delle voci di spesa all’interno della nostra realtà: dobbiamo far fronte ai costi fissi, tra cui quelli degli stipendi di un gruppo in costante crescita, e alle spese variabili schizzate alle stelle».

Non solo energia e gas ma anche le materie prime fondamentali alla produzione dolciaria: latte, farina e burro, insieme alla maggior parte degli ingredienti. Nessun incremento al cliente, per ora. Poi si valuterà.

«Perché la cosa fondamentale e che più ci preme in questo momento - tengono a specificare - è di non restare senza energia». Nel frattempo ci si affida al marketing e si spinge sui social. Tante le novità attese nel prossimo futuro, tutte targate Massari. Un’impresa «che cerca di essere sempre alla ricerca dell’innovazione».•. 

Marta Giansanti