Levata di scudi dal Veneto

«Giù le mani dal Prosecco». Battaglia tra Italia-Croazia per il vino Prosěk

Giù le mani dal Prosecco. La Croazia torna alla carica chiedendo l’avvio delle procedure di riconoscimento a livello Ue della menzione tradizionale Prosěk, da abbinare alla denominazione di un vino bianco locale. E scatta la protesta non solo dal Veneto. Ad intervenire il presidente della Regione, Luca Zaia, ma anche l’europarlamentare Mara Bizzotto (Lega) che ha già presentato un'interrogazione urgente alla Commissione UE: «Basta con le illegittime e truffaldine pretese della Croazia. L’unico vero Prosecco è quello prodotto nelle nostre terre, l’unico tutelato a livello UE e che vanta denominazioni DOC e DOCG. E non c’è Prosěk croato che tenga»

«È la seconda volta, dopo il 2013, che la Croazia tenta l’assalto contro il nostro Prosecco - dichiara l’eurodeputata Bizzotto -. Un attacco che all’epoca fu sventato da una mia interrogazione alla Commissione UE (giugno 2013) e dalla chiarissima risposta, messa nero su bianco, dell’allora Commissario all’Agricoltura Ciolos. Se la Croazia vuole aprire una nuova guerra sul Prosecco, sappia che noi non molleremo di un centimetro, e la mia nuova interrogazione alla Commissione UE è solo l’antipasto di quello che metteremo in campo».

 

LE ALTRE REAZIONI - «Ennesimo colpo basso al nostro Made in Italy. È irricevibile la richiesta presentata dalla Croazia di dare avvio alla procedura di riconoscimento della menzione tradizionale Prosěk. La commissione europea blocchi subito questo tentativo e non proceda con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale». Così in una nota il sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali, Gian Marco Centinaio.

«Non possiamo tollerare che la denominazione protetta Prosecco diventi oggetto di imitazioni e abusi, in particolare nell’Unione europea» ha detto Paolo De Castro, coordinatore del Gruppo S&D alla commissione Agricoltura del Parlamento europeo, che a sua volta ha inviato una lettera al Commissario all’agricoltura per chiedere di fermare la procedura.

Sulla questione sono intervenute anche Tiziana Beghin e Sabrina Pignedoli, europarlamentari del Movimento 5 Stelle, in una nota congiunta. «La richiesta della Croazia di riconoscimento della menzione Prosěk è una provocazione inaccettabile che la Commissione europea deve respingere».