Cibo e social

Cucinare male, lo stai facendo benissimo! L'intervista al fondatore del gruppo FB da un milione di iscritti

Nato per fare uno scherzo a un amico, ha avuto un'impennata durante il lockdown. Il fondatore: «Cerchiamo di far ridere in modo sano»
Alcune delle foto pubblicate su Cucinaremale. A sinistra il post «fondatore»
Alcune delle foto pubblicate su Cucinaremale. A sinistra il post «fondatore»
CUCINAREMALE

«Buongiorno, state parlando con la segreteria telefonica di Federico». La voce scatta dopo qualche squillo, ma non pare proprio registrata. E infatti: «Scusami, sono un idiota 24 ore su 24».

Si presenta così Federico Briano, 46 anni, sviluppatore informatico di Savona e soprattutto fondatore della pagina Facebook Cucinaremale: ne hanno scritto anche testate nazionali e di settore e, se siete iscritti a Facebook, è difficile che non vi siate mai imbattuti in un post del gruppo (qui in redazione siamo grandi fans), gruppo che nei giorni scorsi ha toccato il milione di iscritti. Sventolando alta la bandiera del cucinare male, con orgoglio e doverosa autoironia.

 

La nascita di cucinaremale

Era il gennaio del 2014. «Dovevo fare uno scherzo a un amico molto bravo a cucinare, che voleva spiegarmi come si cucina. Io allora una sera ho fatto un grande piatto: gli faccio una foto e, invece che inviargliela, faccio un gruppo Facebook e lo invito. Erano verdure a cubetto surgelate con burro. Da lì la pagina ha preso piede, prima un centinaio di amici poi persone da tutta Italia. I numeri sono cresciuti tantissimo, specie negli ultimi due-tre anni».

Soprattutto durante il lockdown, quando erano tutti a casa a cucinare. «È il motivo per cui non voglio festeggiare troppo il nostro traguardo. Ma, in un momento difficile, siamo riusciti a far ridere un sacco di gente, facendola sganasciare in modo sano e pulito».

Nel tempo gli iscritti hanno superato il milione, più circa 15 mila followers su Instagram. Ad affiancare Federico nella moderazione è arrivata Marianna Coppola: «Per me lei è fondamentale. Quello che vedete sono solo i migliori (i migliori peggiori, ndr), con la moderazione cerchiamo di mantenere lo stile della community. E poi stiamo attenti ai post e ai commenti che potrebbero innescare polemiche».

Per pubblicare le foto che trovate nella nostra gallery abbiamo chiesto il permesso agli autori iniziali e la risposta media più o meno è stata: «Mi sono messa alla gogna volontariamente. Non ho altro da perdere...». Che spiega bene il profilo autoironico del cucinaremalista medio.

 

Le regole di cucinaremale

Le tre regole fondanti e fondative di cucinaremale sono

  • 1-cucinaremale un piatto
  • 2-fare una foto
  • 3-postarla sul gruppo

E poi si chiede di non dare consigli culinari («non è lo scopo del gruppo!»), di non promuovere lo spreco di cibo e di non postare cose trovate su internet.

Fra i post si trova di tutto: la pietanza bruciata va per la maggiore, ma anche gli errori negli ingredienti o nella preparazione provocano risultati fra l'esilarante e il disgustoso. Si prova a indovinare cosa doveva essere originariamente quel piatto e si scopre a quali folle può portare l'ingegno (o presunto tale) umano in cucina. Con una sorta di «maledizione» che sembra aleggiare su chi entra nel gruppo: anche i migliori cuochi, una volta entrati, prima o poi combinano quale gaffe epocale in cucina.

E poi ci sono i commenti degli utenti che sono una delle fortuna del gruppo: «Mi fate insieme ridere e passare la fame», è quello che racchiude meravigliosamente in poche parole il senso di cucinaremale.

 

Federico e due dei suoi fumetti
Federico e due dei suoi fumetti

 

E adesso?

Briano ora nel gruppo pubblica regolarmente anche fumetti (nella nostra chiacchierata cita spesso Sio, il geniale fumettista veronese di Scottecs) ispirati ad alcune delle "creazioni" degli iscritti e con i suoi «sodali» di cucinaremale ha organizzato una cena ad Albissola (no, non si mangerà male, «ma ci sarà unno chef a cui piace "giocare"»).

Ma in futuro, cosa può diventare cucinaremale? «Non lo so», chiosa Federico, «se sapessi fare dei piani, saprei anche cucinare!»

Riccardo Verzè