INIZIATIVA

Consigli e percorsi per far conoscere territori e cantine

Elena Tregnaghi, Roberto Zanini, Matteo Sassano e Annamaria Finarelli
Elena Tregnaghi, Roberto Zanini, Matteo Sassano e Annamaria Finarelli
Elena Tregnaghi, Roberto Zanini, Matteo Sassano e Annamaria Finarelli
Elena Tregnaghi, Roberto Zanini, Matteo Sassano e Annamaria Finarelli

Andare per filari. Scoprire un territorio ed insieme le sue cantine. Questi gli obiettivi di WeTaste.Wine, startup specializzata in percorsi di degustazione di vini prodotti da piccole aziende agricole italiane, lanciata da un team di esperti in diversi settori, dal marketing alla degustazione: Matteo Sassano, Elena Tregnaghi, Annamaria Finarelli e Roberto Zanini. L'idea nasce a Monteforte d'Alpone, area fortemente vocata alla viticoltura, dove Sassano, fondatore della società nata ad ottobre, vive da una decina di anni. «Abbiamo cominciato a ragionare su questa ipotesi prima del lockdown primaverile e poi abbiamo accelerato sulla sua realizzazione», spiega. «Le aziende a cui ci siamo rivolti per testare la disponibilità ad aderire al progetto, realtà da 20-30mila bottiglie l'anno, sono state subito entusiaste. Sono piccole cantine che hanno pagato cara l'emergenza sanitaria, perdendo le vendite sul canale horeca e riducendo fortemente anche le entrate generate dall'enoturismo, con difficoltà ad approcciare il mondo del digitale e dell'e-commerce che invece noi conosciamo bene», evidenzia Sassano, che per mestiere si occupa della comunicazione di startup, specie per il segmento travel (come Skyscanner, Momondo, Indiecampers, Siteminder).La società attraverso l'omonima piattaforma WeTaste.Wine propone mensilmente un viaggio nel gusto che consente ai wine lovers di conoscere un territorio e alcune produttrici, attraverso proposte di wine box dedicate. «A dicembre è toccato al Durello. A gennaio siamo passati al Valpolicella, a gennaio al Tai Rosso dei Colli Berici. Per ora ci fermiamo al Veneto perché ci sono ancora limitazioni agli spostamenti delle nostre due sommelier incaricate di scovare le cantine e scegliere cosa proporre», prosegue. Per ogni zona sono possibili tre percorsi: Discovery, Magnificent e Nature, rispettivamente per vini di qualità superiore, importanti e sostenibili. Il consumatore può scegliere la proposta che lo incuriosisce di più e acquistare un territorio. Non saprà quali etichette gli saranno spedite finché non riceverà la wine box a casa. Quando la startup riceve il messaggio dell'avvenuta consegna, recapita per mail al consumatore tutte le spiegazioni che riguardano zona di produzione e bottiglie selezionate, che sono appunto una sopresa. «Gli ordini partono solo una volta al mese, secondo un modello di "slow-commerce". Una scelta sostenibile, nel rispetto del vino, dei suoi tempi e di chi lavora in questo mondo», sottolinea. Le prime consegne sono già state fatte da novembre in poi in Italia e qualcuna nel Regno Unito. «Ci stiamo facendo conoscere al consumatore finale attraverso social come Instagram e Facebook», conclude.

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