Incontri

«Con noi anche i più timidi prendono coraggio»: ecco cosa sono le «cene degli sconosciuti»

Sono sempre più coloro che scelgono di tornare ad incontrarsi in presenza e di vedersi senza i filtri dei social, dei siti, delle app
Sempre più persone preferiscono fare conoscenza di persona e non sui social o sui siti d’incontri
Sempre più persone preferiscono fare conoscenza di persona e non sui social o sui siti d’incontri
Sempre più persone preferiscono fare conoscenza di persona e non sui social o sui siti d’incontri
Sempre più persone preferiscono fare conoscenza di persona e non sui social o sui siti d’incontri

Single è bello, ma in coppia è meglio. A patto però di conoscersi “dal vivo”, oltre le barriere - fisiche e mentali - di schermo e tastiera. A pochi giorni dal “Singles Day” (la ricorrenza istituita, più a scopo commerciale che altro, l'11 novembre) e nel pieno di un vero e proprio movimento a sostegno di una felice solitudine (narrata da film, libri, pubblicità) si scopre che sono invece in tanti ad essere alla ricerca di una persona con cui condividere momenti, sogni, progetti. Sarà che la vita “a uno” costa cara (secondo un'indagine Coldiretti una persona spende fino al 90% in più per casa, utenze e spesa rispetto a un nucleo di due o tre soggetti); o sarà, semplicemente, che il mito platonico dell'altra metà della mela resiste ai tempi e ai cambiamenti. Anzi: con l'overdose digitale legata alla pandemia sono sempre più coloro che scelgono di tornare ad incontrarsi in presenza, senza i filtri dei social, dei siti, delle app. 

Nostalgia analogica o bisogno fisiologico di “realtà”?

Per Roberto Dellanotte, ideatore del format “La cena degli sconosciuti” (che questa sera, venerdì 18 novembre, fa tappa ad Altavilla Vicentina, alla pizzeria Tourlè, ndr), «il contatto diretto, il confronto, il “sentire” qualcosa a pelle, è insostituibile».  Parola di uno che, dal 2002 ad oggi, ha fatto sedere allo stesso tavolo più o meno 160 mila persone. Tanti i commensali che, in vent'anni di attività, hanno preso parte alle ottomila cene organizzate da Dellanotte da un capo all'altro d'Italia. Migliaia di appuntamenti conviviali – a Milano, Bologna, Torino, Roma, Cagliari, Treviso, Padova e, da qualche anno, Vicenza – che hanno messo in relazione donne e uomini di tutte le età, dando vita ad amicizie, storie d'amore, persino matrimoni. 

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Cene di successo

«Nel tempo si sono formate tante coppie, alcune convolate anche a nozze – racconta Dellanotte – ma ciò che più conta è che il nostro servizio ha consentito e consente a chi è più timido di mettersi in gioco e di vincere paure e, spesso, anche l'isolamento». 
Il meccanismo delle serate è semplice: gli organizzatori selezionano un locale, raccolgono le adesioni (minimo dieci, in genere venti) e, all'arrivo, ci si siede a tavola senza sapere chi ci si troverà accanto. Non c'è un animatore, «perché ognuno deve imparare a socializzare da solo, ad uscire dalla comfort zone e da una certa “sonnolenza social”», sottolinea Dellanotte. Se dietro allo schermo infatti sembra tutto facile, è guardando negli occhi l'altro che ci si rende conto «se può davvero scattare qualcosa o no». 
«Capita che si conversi virtualmente con qualcuno trovandocisi benissimo, mentre poi dal vivo manchi del tutto la chimica – osserva Dellanotte – al contrario, può succedere che due persone apparentemente distanti tra loro, parlando assieme, sentano subito una sintonia». 

Gli appuntamenti a tavola

In questo modo, gli appuntamenti collettivi ideati dal pr milanese hanno resistito all'evoluzione di usi e costumi (e persino al covid): «Quando mi inventai questa formula, nel 2002, non c'erano ancora app e social, si andava in discoteca, certo, ma di mirato per i single non c'era nulla – ripercorre Dellanotte – per questo mi venne l'idea di proporre delle serate ad hoc, quasi un esperimento sociale: cosa succede se mettiamo tante persone che non si conoscono a tavola assieme?»
Da allora, con una media di 60 eventi al mese e duemila partecipanti, la richiesta non è mai calata e la filosofia degli esordi, resta la medesima: «Far innamorare tutti gli italiani».

Anche gite, aperitivi e cultura

E di tutte le età. A fare la parte del leone è la fascia 30-50 anni (e in particolare 40-50), ma non mancano “candidature” anche di 60, 70 enni. «Le app funzionano tantissimo, per carità, ma starsene chiusi in casa o in ufficio a chattare non so quanto possa appagare, nella vita», sorride l'organizzatore. Non solo di cene ma anche di aperitivi, gite e iniziative culturali si compone l'offerta di un'altra agenzia per “cuori solitari”, “Eventi Single” di Treviso, attiva anche in città. Dall'happy hour in compagnia all' appuntamento romantico tête-à-tête, dalla passeggiata in collina al giropizza, «l'obiettivo primario è far conoscere le persone», assicura il titolare, Anthony Oj, che diversamente da Dellanotte, per facilitare la socializzazione si avvale anche di animatori.

Giulia Armeni