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il cordoglio per la morte del giornalista

«Maurizio Costanzo? È grazie ai suoi consigli se sto realizzando il mio sogno in tivù»

di Elisa Pasetto
Paolo Orangis, 34enne veronese, lo ammirava da spettatore. Trasferitosi a Roma, gli chiese un incontro che per lui rappresentò una svolta: «Il suo insegnamento più bello? Che il treno non lo si deve aspettare, ma che dobbiamo essere noi a farlo arrivare per poi prenderlo. Ci mancherà»
Paolo Orangis con Maurizio Costanzo
Paolo Orangis con Maurizio Costanzo
Il veronese Paolo Orangis ricorda l'incontro con Maurizio Costanzo

«Credo di essere riuscito a fare il lavoro che desideravo da sempre anche grazie alla chiacchierata ricca di consigli fatta con lui nel suo ufficio: mi trasmise un enorme entusiasmo, spronandomi a continuare, a non mollare mai. Uscii da lì, ancor di più, con la voglia di perseguire i miei obiettivi. Grazie di tutto».

Tra i milioni di messaggi di cordoglio comparsi sui social per la morte di Maurizio Costanzo c’è anche il suo: Paolo Orangis, 34 anni, veronese, quell’incontro non lo scorderà mai. Perché per lui, che oggi vive a Roma, dove si è trasferito con nel cassetto il sogno della tivù, la “lezione” impartitagli da quel “monumento” della televisione italiana, scomparso ieri, 24 febbraio, a 84 anni, ha rappresentato una svolta.

«Ho sempre seguito Costanzo, ho visto sempre tutti i suoi programmi, letto i suoi libri… l'ho sempre ammirato e preso ad esempio», racconta il giovane veronese. «Appena trasferito nella capitale, nel 2008, per cercare di riuscire a fare il lavoro che ora ho la fortuna di svolgere, il primo desiderio fu andare al Teatro Parioli a vedere una puntata del Maurizio Costanzo Show. E così feci». Il suo mito televisivo a pochi passi, le telecamere di Canale 5 di fronte, e Orangis – già con alcune esperienze nel settore degli spettacoli su e giù per l’Italia con l’Antoniano e le selezioni dello Zecchino d’oro - rafforza la convinzione che quella è la sua strada.

Ma l’ambiente, per chi non ha conoscenze dirette, non è affatto semplice. La gavetta è lunghissima, la concorrenza spietata. E i dubbi cominciano ad incrinare le sue certezze. «In un periodo in cui vedevo che non si smuoveva nulla decisi di mandargli una mail di poche righe raccontandogli chi ero, le mie ambizioni e che avrei avuto il desiderio di conoscerlo per avere dei consigli. Mi chiamarono poche ore dopo dicendomi che Costanzo era stato colpito dalla mia mail e che mi avrebbe incontrato nel suo ufficio».

Il grande giorno è a metà settembre del 2014: «Una bellissima chiacchierata, da soli io e lui nel suo ufficio. Mi chiese quello che facevo, mi raccontò come ha iniziato la sua carriera, mi diede una marea di consigli. Ci regalammo a vicenda una tartaruga portafortuna, mi invitò e andai più volte ad assistere al Maurizio Costanzo Show, dove ebbi anche la fortuna di vedere Nek cantare per la prima volta davanti a lui "Se telefonando" (il brano che nel ‘66 Costanzo aveva scritto per Mina, ndr), un bellissimo regalo. Quella volta nel suo ufficio non gli chiesi alcuna foto, non ci pensai, un po' pentito recuperai alla presentazione di un suo libro qualche mese dopo. Si ricordava benissimo di me e addirittura il mio nome, facemmo la foto e successivamente mi concesse un'intervista per il magazine con il quale collaboravo, in un periodo in cui di interviste non ne rilasciava molte».

La dedica di Maurizio Costanzo per Paolo Orangis
La dedica di Maurizio Costanzo per Paolo Orangis

Con grande soddisfazione del veronese, il giornalista si lascia andare anche a risposte inedite. «Gli chiesi se c’era qualche personaggio che ancora non aveva avuto ospite e che avrebbe voluto intervistare. “Sì, il Papa. Siccome Wojtyla chiamo Vespa, sarei felice se Papa Francesco chiamasse me!”, mi rispose. Gli chiesi anche chi avrebbe avuto la curiosità di incontrare tra i personaggi del passato: mi rispose “Giulio Cesare e Cicerone”».

Oggi Orangis sta realizzando il suo sogno: è redattore televisivo e collaboratore ai testi per la società di produzioni tv Stand By Me. In passato ha collaborato a programmi Rai come L'Eredità, in questo periodo lavora a «Lingo», game show su La7 condotto da Caterina Balivo. E a maggior ragione tiene nel cuore e apprezza i consigli del “Maestro”: «Mi piace ricordare la bella impressione che mi diede, di persona buona e propensa all'ascolto. I suoi consigli? Mantenere la curiosità, tenermi sempre impegnato e riempirmi di esperienze da fare anche se i risultati possono a volte scoraggiare. Il suo messaggio più bello? Che il treno non lo si deve aspettare, ma che dobbiamo essere noi a farlo arrivare per poi prenderlo. Personalmente è da lì che ho ripreso a lavorare con una webradio, a fare interviste per un magazine freepress romano, che sono diventato direttore di palco per alcuni spettacoli teatrali. Oggi sono molto dispiaciuto», conclude Orangis. «Abbiamo perso un enorme punto di riferimento per tanti, che come me amano questo lavoro. Grazie di tutto».

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