L'amore per il Vicenza

Cinque giorni fa l'ultima intervista al GdV: «Lane nel cuore, questo gruppo farà bene»

Paolo Rossi ai tempi del Real Vicenza in una partita allo stadio Meazza, accerchiato dai difensori interisti. FOTO ARCHIVIO
Paolo Rossi ai tempi del Real Vicenza in una partita allo stadio Meazza, accerchiato dai difensori interisti. FOTO ARCHIVIO
Paolo Rossi ai tempi del Real Vicenza in una partita allo stadio Meazza, accerchiato dai difensori interisti. FOTO ARCHIVIO
Paolo Rossi ai tempi del Real Vicenza in una partita allo stadio Meazza, accerchiato dai difensori interisti. FOTO ARCHIVIO

Solo cinque giorni fa Paolo Rossi aveva rilasciato un'ultima intervista alla giornalista Alberta Mantovani del Giornale di Vicenza che riportiamo qui integramente


 

Da qualche mese lontano da Vicenza e dal suo Vicenza, ma col cuore e il pensiero sempre vicino. Paolo Rossi, ancora convalescente dopo un intervento chirurgico, segue sempre i suoi amati colori biancorossi e non si perde una partita del Vicenza. Pablito, che fa parte del consiglio di amministrazione del Lane, si sente spesso con i vertici della società e con i Rosso e non fa mancare il suo importante supporto in questa durissima stagione segnata dal Covid. Ed è proprio grazie a questo affetto profondo che lo lega ai colori biancorossi che ci ha voluto regalare questa intervista.

Intanto come sta?

«Sono stati mesi difficili, che sto cercando di superare. Una fase complicata della mia vita, dal punto di vista della salute, ma sto facendo di tutto per tornare quanto prima a stare bene. Nonostante ciò, non mi sono mai perso una partita del Lane, è più forte di me! E' un pezzo di cuore».

Come valuta il cammino del Vicenza?

«In salita, per le tante difficoltà iniziali dovute al Covid e pure per il salto di categoria in B. Malgrado ciò il Vicenza si è sempre espresso a buoni livelli».

La rosa biancorossa è da playoff? 

«Potrebbe, perché è ampia e i ruoli sono ben coperti».

Un campionato dove a volte la formazione la fa il Covid che valenza può avere? 

«Credo sia tutto un po' falsato, perché a volte le scelte sono obbligate. Ma è un destino democratico, vale per tutti, quindi non resta che giocarsela in campo. Quello che non mi piace è che non ci siano tifosi allo stadio. Da calciatore so quanto sia importante il calore del pubblico e da spettatore mi rendo conto di quanto il tifo faccia a volte la differenza».

Il tecnico Di Carlo ha detto che con il cuore e il coraggio niente è impossibile.

«Ha ragione, cuore e coraggio sono due ottimi ingredienti per una buona riuscita, ma vanno amalgamati a tecnica e squadra».

Un giudizio sulla gara pareggiata ad Empoli e su quella a Monza.

«Dopo il buon pareggio ottenuto ad Empoli il Lane esce a testa alta anche dal campo del Monza, un'altra delle pretendenti alla serie A, portando via un punto preziosissimo. Lo ha fatto con autorità, personalità e lavoro di squadra. Qualche imperfezione e alcune disattenzioni ci sono state, ma si è visto tanto carattere, cosa che ci consentirà di stare al passo con le cosiddette grandi. Di Carlo, dopo un avvio stentato di campionato, sta facendo un ottimo lavoro. È vero non stiamo ancora raccogliendo, in termini di punti, quanto avremmo meritato, ma le prove soddisfacenti dell'ultimo periodo fanno ben sperare per il futuro».

Quali giocatori potranno essere determinanti?

«Sono tutti di buon livello. L'unico sopra categoria, per esperienza, è Meggiorini. Nel complesso è un ottimo gruppo».

Degli attaccanti in rosa c'è qualcuno che più si avvicina a Paolo Rossi?

«Nessuno ha le mie caratteristiche, anche se sono tutti molto validi. Vedremo strada facendo».

Chi è favorito nella lotta alla promozione in serie A? 

«Salernitana, Empoli e Cittadella più la solita squadra-sorpresa che in serie B c'è sempre ma che al momento non so identificare. Facciamo passare qualche altra partita e si capirà».

Per la prima volta una donna ha diretto una partita di Champions, cosa ne pensa? I giocatori sono pronti?

«Una bella svolta, mi piace l'idea. Anche qui, come per tutte le novità, va assecondata. Le donne sono attente, diligenti, determinate e quando scelgono di fare una cosa la fanno al meglio, dunque avanti così».

Ci ha lasciato da poco Ernesto Galli e anche un altro grande ex come Mario Maraschi. 

«Mario è stato una bandiera nella storia biancorossa, Ernesto, un fratello. Un amico sincero, un pilastro del Vicenza e di Vicenza. Non ho ancora smesso di piangere, mi ha colpito molto questa sua dipartita, soprattutto per le modalità. Mi ricordo quando ho dovuto calciare un rigore contro di lui a Perugia. Io all'epoca giocavo con il Grifo, lui con l'Udinese. Ho fatto gol ma ero dispiaciuto, lui è venuto a rincuorarmi. Questa è l'essenza del nostro rapporto, sopra ogni interesse, non lo dimenticherò mai. Ciao Ernesto»,