«Pedinata dal Kgb per quel mio amore sbocciato a Mosca»

Sulla parentesi russa, ed in particolare su Mosca, si potrebbe aprire un capitolo intero, della vita affettiva e professionale di Lia Musarra. Fu lì, che l’etoile veronese incontrò il nostro presidente della Repubblica Giovanni Leone con la moglie Vittoria che andarono a Mosca in visita. Erano gli anni Settanta, Leone fu presidente tra il 1971 e il 1978. «Feci per loro da interprete», ricorda Musarra, che aveva imparato il russo, «durante la loro visita alla scuola e al teatro Bolshoi. Li seguii, stetti con loro durante la permanenza, conosco benissimo anche il figlio Giancarlo Leone, con cui sono rimasta in ottima amicizia e ogni tanto ci sentiamo», racconta l’etoile. Musarra è tutt’ora una bella donna, all’epoca era una bellissima ragazza. E poi, lontano da casa, libera e giovane. «Nei due anni che rimasi a Mosca ebbi una bellissima storia d’amore con un ragazzo. Ma la pagai carissima perché era un periodo molto duro e molto brutto: c’era un comunismo totalitario e le persone fuori Paese non potevano frequentare i russi, quindi quando lo scoprirono la direttrice mi chiamo e mi disse che il mio passaporto era pronto per essere restituito e con un foglio di via perché non volevano che frequentassi questo ragazzo. Quindi lui ed io iniziammo a vederci di nascosto. Era tutto un incastro tra i momenti in cui poteva lui, che era un ballerino del Bolshoi e quando ero libera io». Lia rientra in Italia qualche mese e poi riparte per la Russia: «Il secondo anno in cui tornai in Russia venne anche mio padre perché era impaurito dal fatto che io potessi anche restarmene là. Aveva capito che la nostra storia era una molto seria». A sentire oggi questi ricordi sembra incredibile, ma eravamo in piena Guerra fredda: «Venni pedinata dal Kgb perchè avevano scoperto che io avevo portato dei regali per i russi. Ho rischiato grosso, ero forse un poco incosciente». Tutta la vita di Lia sembra una favola. Nel 1984 conosce quello che diventerà suo marito, il direttore d’orchestra Rico Saccani, arrivato in Arena a dirigere un’opera. Si innamorano. Sette mesi dopo, lui che è italo-americano la porta a conoscere i suoi negli Usa e nella cloche che doveva contenere il dolce, Lia trova l’anello di diamanti. Dal matrimonio nasceranno due figli, Federico che vive in Usa e Riccardo, appena rientrato da un master in Cina, che ora è manager in un’azienda veronese. Nel frattempo, circa 15 anni fa, Lia e Rico hanno divorziato. (a.v.)