SPAGNA DEL SUD

Costa della luce,
l'Andalusia che
non ti aspetti

Nei mesi più «bui» dell'anno, in cui l'Italia fa i conti con i primi freddi, l'Andalusia resta un'oasi di tepore. Temperature godibilissim spiagge di sabbia fine e tanta storia per un itinerario tra colonned'Ercole a un paio d'ore di volo da Verona
La vista dal campanile della cattedrale di Cadiz, già porto fenicio e romano
La vista dal campanile della cattedrale di Cadiz, già porto fenicio e romano

Per gli italiani che vanno in vacanza nel Sud della Spagna Costa della Luz è, probabilmente, la parte dell’Andalusia che meno conoscono. Eppure è un’ottima meta soprattutto, forse, in novembre, quando temperature godibilissime e il riverbero sono una vera calamita per gli italiani, alle prese, invece, con i primi freddi.

 

Per dare un senso ad un viaggio lungo su questo litorale iberico, che è tutto posto sull’Atlantico, conviene partire da una terra che non è spagnola. Si tratta di Gibilterra, la città che è arroccata sulla rupe che costituisce quella che un tempo era considerata la colonna d’Ercole. Stretto di cui, peraltro, la Spagna presidia la punta africana, con l’enclave in terra marocchina Ceuta. Gibraltar, centro di circa 35mila abitanti che si inerpica su un pendio la cui parte più alta è abitata da una colonia di scimmie, è, tranne che per il clima, un lembo di terra che sarebbe degno di stare in Gran Bretagna. Una cittadina su cui da 300 anni sventola la bandiera inglese con un passato da roccaforte militare.


Andando da Gibraltar verso il Portogallo, è poi imperdibile fare il bagno nelle acque limpide di capo Trafalgar, il promontorio davanti al quale si svolse la battaglia vinta nel 1805 dagli inglesi guidati da Lord Nelson nei confronti di francesi e spagnoli e che ora è luogo di mercatini artigianali e teatro delle evoluzioni di coloro che fanno kitesurfing. Non lontano si trova Tarifa, cittadina dall’impronta araba e dalle case bianchissime. Il viaggio, quindi, può improvvisamente diventare spazio-temporale. In quella che oggi si chiama Bolonia, ma che duemila anni fa era Baelo Claudia, si può infatti scoprire una cittadina romana del primo secolo dopo Cristo. Allora a Baelo Claudia si produceva il garum, una salsa fatta con il tonno, ma c’erano anche un foro, una basilica ed un teatro, i cui resti sono ben conservati. Il tutto davanti ad una delle spiagge di sabbia bianchissima più belle, e sconosciute, dell’Andalusia. 

 

Dopo essere passati per Barbate, che ha una pineta rigogliosa, rientrando all’interno si può salire a Vejer de la Frontera, paese dal bianco accecante, per poi arrivare a Canos de Meca. Da lì in poi si susseguono paesi dal centro caratteristico, come Conil de la Frontera, spiagge molto frequentate e grandi centri, come Chiclana de la Frontera. Continuando sulla costa si arriva, quindi, a Puerto de Santa Maria - dove si trovano un castello di impronta moresca, una frequentata Plaza de toros e la cantina Osborne, che produce alcuni fra i brandy più venduti di Spagna - per approdare a Sanlucar de Barrameda. Questo è il porto sul fiume Guadalquivir da cui Colombo salpò per il suo terzo viaggio in America e Magellano iniziò la sua prima circumnavigazione del mondo. Poi rimangono poche decine di chilometri prima di arrivare al confine con il Portogallo. Un limite che oggi non ha più una valenza politica ma è segnato da un fiume, la Guadiana: la sponda spagnola è verde, perché ricca di vegetazione, quella portoghese brulla e marrone. Quasi più una frontiera naturale, quindi, che una demarcazione voluta dall’uomo.

Luca Fiorin