Il virus portato dalle zanzare

West Nile nella Bassa: sette casi, due ricoverati per meningiti ma non sono gravi

Disinfestazione contro le zanzare
Disinfestazione contro le zanzare
Disinfestazione contro le zanzare
Disinfestazione contro le zanzare

Primi casi di West Nile nella Bassa veronese. Nella pianura a sud di Verona sono sette i casi di febbre «del Nilo Occidentale» registrati fino ad oggi dalle autorità sanitarie nei 25 Comuni dell’ex Ulss 21 di Legnago. Nella totalità, si tratta di forme non gravi della patologia trasmessa dalla puntura delle zanzare, più frequentemente da quelle di tipo Culex.

Due ricoveri Soltanto per due pazienti, entrambi al di sotto dei 50 anni e residenti nel territorio, è stato necessario il ricovero al reparto di malattie infettive dell’ospedale «Mater salutis» di Legnago in quanto il virus aveva provocato in loro una lieve forma di meningite. Uno dei due assistiti, dopo le necessarie cure, è stato già dimesso mentre l’altro lascerà l’ospedale oggi. Per gli altri malati, invece, è stata sufficiente una visita all’ambulatorio delle malattie infettive del polo sanitario legnaghese dove sono state prescritte le cure a cui gli interessati, tutti con meno di 50 anni, dovranno sottoporsi a domicilio.

 

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Il caso di Angiari Ad ogni modo, il contagio di questa malattia, che solo in rarissimi casi, circa uno su mille, può causare un’encefalite letale, soprattutto in anziani con più patologie e immunodepresse, non sembra fermarsi. Ieri, difatti, il settimo contagiato è stato registrato ad Angiari. Nella zona industriale del paese un residente è stato colpito da febbre e disturbi tipici della malattia. Il contagio è lieve, tanto che per l’assistito non è stato necessario il ricovero in ospedale. Ciò nonostante sono scattati protocolli sanitari previsti dalle linee guida concordate tra Regione, Ulss 9 e Comuni nel 2018, quando nella Bassa si registrò l’ultima consistente ondata di casi di « West Nile» in una ventina di centri del territorio. Pertanto, dopo aver ricevuto la comunicazione del contagio dall’Ulss 9 Scaligera, il sindaco Antonino Puliafito ha messo a punto l’ordinanza che, una volta pubblicata, permetterà di attuare una disinfestazione immediata della zona dove risiede la persona colpita dalla malattia. L’intervento rispecchierà quelli mesi in atto quattro anni fa nei vari luoghi dove si svilupparono i focolai: pertanto riguarderà un raggio di 500 metri attorno all’abitazione della persona malata. Oltre a questo provvedimento in fase di emanazione, l’ente locale sul proprio sito internet ha pubblicato raccomandazioni per i cittadini, affinché si limiti la diffusione della malattia. In particolare, il municipio ha avvertito i residenti di indossare abiti lunghi e di colore chiaro alla sera, l’utilizzo di repellenti anti-zanzare, il soggiorno in ambienti provvisti di zanzariere e di rivolgersi al medico nei casi di febbre superiore ai 38,5 gradi, in presenza di dolori muscolari, cefalea, confusione ed eruzione cutanea.

Tra i sindaci della Bassa l’allerta rimane alta anche se la situazione è meno allarmante rispetto a quattro anni fa. «Dal 2018», sottolinea Flavio Pasini, sindaco di Nogara e presidente del Comitato dei sindaci del distretto 3 Pianura veronese dell’Ulss, «grazie alla rete messa in piedi con Ulss e Regione si eseguono, con le aziende incaricate, le dovute disinfestazioni periodiche, soprattutto nei parchi e nelle aree dedicate alle manifestazioni, proprio per prevenire il diffondersi della malattia. Inoltre, grazie alle trappole installate sul territorio, viene rilevata tempestivamente la presenza di insetti infetti». «Tuttavia», prosegue Pasini, «il registrarsi di questi casi nel nostro territorio deve spingere la popolazione a mantenere alta l’attenzione, utilizzando tutte le precauzioni previste soprattutto nelle ore serali ed eliminando i ristagni d’acqua sui balconi e nei giardini»..

Fabio Tomelleri