L'intervento

Viola: «Vaiolo delle scimmie, i tre motivi per cui l'allarme nuova pandemia può rientrare»

«Col passare dei giorni e con l’arrivo dei primi dati, si fa più chiaro il quadro relativo alla diffusione del virus del vaiolo delle scimmie. E il quadro è rassicurante».

Lo scrive a proposito dei casi di vaiolo delle scimmie (che è stato rilevato anche a Verona) l'immunologa Antonella Viola, in un intervento dalle colonne de La Stampa.

«Leggendo i numeri, si potrebbe pensare all’inizio di una nuova pandemia ma, fortunatamente, ci sono ulteriori informazioni che ci spingono a ridimensionare l’allarme. La prima - e forse la più importante - viene dall’analisi molecolare del virus: ha un indicine di trasmissibilità molto basso e non è mutato come temevano gli scienziati. L’ottima notizia è che le prime sequenze non mostrano segni di cambiamento significativo rispetto alle sequenze del 2018: il virus sembra essere più o meno lo stesso e quindi ci si aspetta che anche le sue caratteristiche di scarsa trasmissibilità siano immutate. E, altra ottima notizia, si tratta del ceppo occidentale, meno aggressivo anche da un punto di vista clinico».

Inoltre, spiega, il virus sta circolando quasi esclusivamente tra giovani uomini, per lo più tra i 20 e i 40 anni di età e afferenti alla comunità gay: «Non siamo di fronte ad una epidemia ma ad un ingresso del virus in una comunità che viaggia, ha frequenti contatti a rischio ed è giovane - e quindi non vaccinata contro il vaiolo umano e non protetta nei confronti del vaiolo delle scimmie. L’allarme può quindi rientrare, nel senso che il salto non c’è stato e il virus sembra essere, fortunatamente, più o meno sempre lo stesso patogeno poco trasmissibile che conosciamo da molti anni».