sanità

Medici a tempo per tamponare i buchi: 20mila veronesi senza dottore

Il piano per l’emergenza. Entro febbraio altri 8 pensionamenti. In 115 accettano di alzare il «tetto» degli assistiti

A Verona e provincia a fine dicembre mancavano 17 medici di base. Significa che 20.400 veronesi - il numero risulta calcolando il minimo di 1.200 assistiti per ciascun professionista - hanno dovuto arrangiarsi cercando dottori sostitutivi ma, dal momento che di disponibilità ce n’è poca, i più sono rimasti senza.

«I numeri pressappoco sono questi», conferma Paolo Barbieri della Direzione amministrativa territoriale dell’Ulss 9, «anche se, per correttezza, va ricordato che alcuni dei medici titolari, esattamente 115 cioè il 24 per cento dei 460 in servizio, hanno accettato la richiesta della Regione di alzare il tetto dei pazienti a 1.800. Non è evidentemente bastato per garantire il servizio a tutti i cittadini, tanto che restano ancora diverse criticità concentrate in determinate zone del territorio, ma ci siamo attivati per trovare soluzioni in grado di tamponare l’emergenza. Dopotutto», sottolinea il dirigente, «a fronte di un numero di pensionati maggiore di quello dei nuovi incaricati, il saldo negativo è inevitabile. E sarà così ancora per qualche anno».

I numeri sono in continua evoluzione

«A oggi sono precisamente 460 i medici di famiglia titolari a tempo indeterminato», continua Barbieri, «a cui vanno aggiunti i 22 con incarico temporaneo che sono studenti della Scuola di formazione specialistica in medicina generale e che, al termine del triennio di specializzazione, diventeranno definitivi; in più ci sono altri 27 provvisori, per lo più neolaureati, arruolati al massimo per un anno in quanto non hanno l’attestato di medicina generale. Nel complesso, ad oggi, possiamo contare su 509 professionisti».

Di questi, già 8 hanno presentato le dimissioni: andranno in pensione tra la fine di questo mese e febbraio; altri 21 compiranno i 70 anni nel corso del 2023 e, per raggiunti limiti di età, dovranno appendere il camice al chiodo; altri 21 faranno i 70 anni nel 2024, seguiti nel 2025 da ulteriori 20. «Il totale delle uscite nel triennio è quindi di 70 medici», conferma Barbieri, «ma il grosso di questi, ben 60, già nel 2023 potrebbe sfruttare la possibilità data dalla legge di uscire di scena prima, a 68 anni, cioè nel biennio che precede il raggiungimento del limite d’età per restare al lavoro. Insomma, facendo i conti a spanne rispetto ai giovani medici in formazione che hanno accettato di andare a coprire le zone carenti della provincia», conclude Barbieri, «rimane un “buco“ di 17 medici di famiglia titolari».

Fabbisogno maggiore e zone scoperte

Rispetto al fabbisogno del territorio, quindi, la copertura non è sufficiente. «Gli attuali 509 medici in servizio», prosegue l’esperto della programmazione della Scaligera, «non bastano, tanto che ci sono delle zone della città e della provincia che rimangono scoperte - San Massimo, Chievo, Parona, Quinzano - abbiamo invece risolto a Porto San Pancrazio, in settima circoscrizione: la programmazione la facciamo sulla base dei parlamentini e non delle singole frazioni, chiedendo ai cittadini di avere la disponibilità a spostarsi perchè non è più sostenibile il servizio sotto casa».

In base alle assegnazioni fatte da Azienda Zero, ad avere accettato l’incarico per garantire l’assistenza sanitaria di base nelle aree rimaste senza, sono stati diversi laureati iscritti alla Scuola di Medicina Generale. Nello schema sopra riportiamo i nominativi di chi ora, ricevuta in questi giorni la lettera confirmatoria dell’Ulss 9, ha tempo 3 mesi per aprire l’ambulatorio, con una proroga massima di 60 giorni: se entro questo termine non avviano l’attività, vanno considerati decaduti e i mutuati si ritrovano orfani di medico ripiombando nella situazione iniziale.

 

 

I Comuni dell'Est e le circoscrizioni 4ª e 5ª

«Nella tabella si vede», spiega Barbieri, «che ad esempio rimane scoperta la domanda di professionisti nei Comuni dell’Est, tipo Montecchia, Monteforte, Roncà e paesi limitrofi: lì la necessità era di 5 medici ma ha risposto solo la dottoressa Elena Tregnaghi. Lo stesso per le circoscrizioni 4 e 5 di Verona: per coprire il territorio c’è bisogno di 21 medici di famiglia, hanno risposto solo in 7. Lo stesso nella Bassa o a Caldiero. Rimangono criticità importanti che, in assenza di titolare, continuiamo a coprire con il sistema della medicina distrettuale».

Medico diurno per le 11 zone scoperte

Detto questo, chi rimane senza dottore, cosa deve fare? Chi sfortunatamente rientra nel conteggio degli oltre 20mila senza più il proprio medico di famiglia, a cosa va incontro non trovando posto in altri ambulatori perchè già al completo? Sul sito dell’Ulss 9 c’è modo di tamponare dando una soluzione provvisoria all’emergenza.

«Si entra nella finestra “Servizio medico distrettuale“», spiega il dottor Barbieri, «e si apre un elenco dei medici che garantiscono attività diurna nelle 11 zone rimaste senza servizio: i cittadini possono scegliere in base alle proprie necessità, telefonare ai numeri degli ambulatori a disposizione per un controllo, una ricetta o anche per richiedere una visita a domicilio e sembra, a detta dei sindaci, che la cosa stia funzionando. Un esempio? Per gli assistiti di Chievo e San Massimo c’è la struttura di via Bramante dove due team, ciascuno composto da 3 medici (sono per lo più o medici che già fanno la guardia medica e hanno accettato di prolungare l’orario di lavoro, o studenti della Scuola di medicina generale) garantisce assistenza quasi tutti i giorni». 

Cambio medico a portata di click

La soluzione preferita dalla maggior parte dei mutuati, soprattutto di quelli meno tecnologici, è rivolgersi direttamente al proprio distretto, prenotando un appuntamento, per farsi guidare dal personale dell’Ulss. «Un’altra valida alternativa, a portata di click sempre sul sito dell’Ulss 9», ricorda Barbieri, «è entrare dalla home page nella voce “territorio“ e da lì nello Sportello amministrativo online, compilare il modulo allegato alla voce “cambio medico“, dare i propri dati anagrafici indicando il distretto di residenza, dopodichè compare l’elenco dei medici in servizio: si sceglie quello che ha ancora posti liberi e si invia la richiesta. E’ la stessa procedura disponibile anche attraverso la Regione, sempre online, entrando nel Fascicolo Sanitario Veneto». 
In Italia, al momento - denuncia la Fimmg Formazione, la Federazione dei medici di medicina generale - sono quasi 2 milioni i cittadini senza medico di famiglia.

Camilla Ferro

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