Fatto a Peschiera

Uno studio veronese promuove Pfizer «Ottima risposta anticorpale»

Vaccinazioni anticovid al Pederzoli
Vaccinazioni anticovid al Pederzoli

Sono arrivati i primi risultati della ricerca epidemiologica condotta dall’Università degli Studi di Verona in collaborazione con l’ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda per valutare l’efficacia del vaccino Pfizer-BioNTech nello sviluppo degli anticorpi contro la malattia Covid-19. Nella nota diffusa ieri, la risposta immunitaria viene definita «ottima».

Lo studio è stato condotto su 925 dipendenti dell’ospedale che si sono sottoposti volontariamente alla campagna vaccinale iniziata il 4 gennaio scorso. Per valutare la risposta anticorpale, ogni soggetto è stato finora sottoposto a tre prelievi di sangue in precisa successione temporale: uno appena prima della vaccinazione, uno dopo 21 giorni in concomitanza con la somministrazione della dose di richiamo prevista dai protocolli, e un terzo a distanza di 50 giorni, a ciclo vaccinale completato. Nel campione ci sono 206 soggetti (22,3%) che prima di essere vaccinati avevano già sviluppato gli anticorpi specifici in seguito a una precedente infezione causata dal virus Sars-Cov2, classificati perciò come «sieropositivi».

«La valutazione della risposta immunitaria è risultata ottima e conferma la validità dello strumento vaccinale contro il virus», commenta il professor Giuseppe Lippi, direttore della sezione di Biochimica clinica dell’Università degli Studi di Verona e responsabile della task force creata dalla Federazione internazionale dei medici di laboratorio, che ha condotto la ricerca coordinata dal professor Gian Luca Salvagno (professore associato di Biochimica clinica nella stessa università e responsabile del Laboratorio analisi dell’ospedale di Peschiera) e dal dottor Gianluca Gianfilippi, direttore sanitario dell’ospedale.

 

I RISULTATI

I risultati dimostrano che tutti i soggetti parte del campione analizzato hanno sviluppato una risposta anticorpale efficiente contro il virus. Nel dettaglio, tale risposta si è dimostrata essere molto più accentuata nei soggetti che erano sieropositivi prima del vaccino, cioè in coloro che avevano già subito un’infezione da Sars-Cov2 sintomatica o asintomatica nei mesi precedenti.

Si è anche potuto dimostrare come la risposta vaccinale nei dipendenti ospedalieri sieronegativi di base (che risultavano cioè senza anticorpi specifici prima della vaccinazione) sia maggiore nelle donne e nei soggetti più giovani. I risultati dello studio hanno inoltre evidenziato che la riposta ad una singola dose di vaccino nei soggetti sieronegativi di base è modesta: tale dato conferma dunque la necessità di completare il ciclo vaccinale con entrambe le dosi di Pfizer-BioNTech per ottenere una risposta immunitaria efficiente.

La ricerca non è conclusa: a questa prima fase ne seguirà un’altra basata sull’analisi di ulteriori prelievi di sangue che verranno effettuati per valutare la copertura anticorpale a distanza di sei e di dodici mesi dalla vaccinazione. I risultati completi dello studio sono disponibili al link: https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=3823718. •

Katia Ferraro

Suggerimenti