Ospedale di Negrar

Studio su 1.500 veronesi per verificare gli anticorpi al coronavirus: al via la seconda fase

(ANSA) - VERONA, 15 NOV - L’ospedale «Sacro Cuore Don Calabria» di Negrar  ha lanciato la seconda fase dello studio epidemiologico, avviato lo scorso anno, sulla diffusione dell’infezione da Covid-19 nella città di Verona, con l’obiettivo di fornire dati oggettivi alle autorità amministrative e sanitarie in base ai quali adottare o meno misure di contenimento del virus. La prima fase, realizzata nell’aprile-maggio dello scorso anno, aveva lo scopo di indagare la prevalenza dei casi asintomatici nella città scaligera, che in quel periodo erano meno dell’1% della popolazione, come pubblicato sulla rivista scientifica «Emerging Infection Diseases». Con la seconda fase si vuole stimare la prevalenza e l’incidenza dei nuovi casi da aprile-maggio 2020 a novembre 2021 sullo stesso campione statistico iniziale (1.515 cittadini) a distanza di 19 mesi.

Inoltre, con il dosaggio degli anticorpi lo studio ha l’obiettivo di quantificare la percentuale di abitanti che hanno sviluppato una risposta anticorpale al nuovo Coronavirus a causa dell’infezione naturale o grazie al vaccino. L’indagine è condotta dall’Irccs e coinvolge l’Università scaligera, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata e l’Ulss 9.

È l’unica indagine epidemiologica su campione statisticamente rappresentativo di cittadini a partire dai 10 anni condotta finora in Italia relativamente al Covid-19. Pertanto i risultati ricavati dall’analisi dei dati raccolti - tramite tampone molecolare nasofaringeo, prelievo di sangue e spirometria - saranno estendibili a tutta la popolazione veronese e anche a popolazioni demograficamente simili, con un margine di errore di al massimo 1,5%.

«Lo studio ha una finalità medico-scientifica innanzitutto, ma anche una valenza sociale», ha spiegato Carlo Pomari, responsabile del Servizio di Pneumologia e coordinatore della ricerca con il biostatistico ed epidemiologo Massimo Guerriero. «Dal punto di vista medico - ha concluso - la ricerca ci permette di osservare l’andamento degli anticorpi di coloro che avevano contratto la malattia nella prima fase o anche di coloro che si sono vaccinati, rilevando i casi di reinfezione o infezione nonostante il vaccino. Infine i parametri respiratori potranno dirci in generale come respirano i veronesi e se il Covid-19, in chi si è ammalato, ha peggiorato la sua salute respiratoria»