Donazione di Unicredit ad associazione Alice

Riabilitazione dopo l'ictus, nuove attrezzature a Borgo Roma

Nicola Smania
Nicola Smania
Nicola Smania
Nicola Smania

Patto di ferro tra l'associazione Alice e Unicredit. La onlus scaligera, nata per sensibilizzare e lottare contro l'ictus cerebrale, ha recentemente avuto dall'istituto bancario un importante contributo di 14 mila euro nell’ambito dell’assegnazione dei Fondi Carta Etica.

Con questi fondi l'associazione ha acquistato attrezzature messe a disposizione della Neuroriabilitazione di Borgo Roma e del Centro di Ricerca in Riabilitazione Neuromotoria e Cognitiva, dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento dell’Università di Verona, entrambi diretti dal professor Nicola Smania. Nello specifico si tratta di attrezzature destinate alla palestra di riabilitazione motoria e al settore della riabilitazione neuropsicologica.

Nella palestra di Borgo Roma della Neuroriabilitazione sono ora presenti uno standing elettrico, che permette la verticalizzazione assistita dei pazienti e un cicloergometro, utilizzato per la mobilitazione degli arti superiori e inferiori, rendendo possibile l'attuazione di attività aerobica in pazienti che si muovono con difficoltà. Tali strumenti tecnologici risultano sempre più fondamentali nella pratica riabilitativa neuromotoria poiché permettono di agevolare il lavoro del fisioterapista e di trattare anche pazienti gravemente compromessi e nelle prime fasi della malattia. Inoltre, sono disponibili per la riabilitazione neuropsicologica undici neurotablet, dispositivi su cui sono installati specifici programmi per esercitare e recuperare le funzioni cognitive quali memoria, attenzione, ragionamento, prassia, linguaggio. L’utilizzo di questi strumenti fa sì che i pazienti vengano affiancati e seguiti da alcune neuropsicologhe del centro, che curano la programmazione dei neurotablet da remoto, controllando le attività svolte e aggiornando settimanalmente i programmi di lavoro assegnati.

Questa modalità riabilitativa presenta molteplici vantaggi come permettere ai pazienti di disporre di strumenti tecnologici a costo zero, offrire la possibilità di esercitarsi in maniera adeguata, efficace e continuativa, tutti i giorni della settimana e più volte al giorno, azzerare quasi del tutto la necessità di trasferimento dei pazienti in struttura, che si riduce a incontri periodici per la loro rivalutazione e, soprattutto, diminuire i costi di viaggio e in questa delicata fase "Covid" l’attività risulta "protetta", realizzando così una sorta di smart working riabilitativo.

In questi anni Alice, associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale, costituita a Verona nel 2010 da persone colpite da ictus cerebrale, ha consentito a più di 100 pazienti delle strutture dirette dal professor Smania, di beneficiare di oltre mille ore di cure riabilitative innovative che hanno portato a benefici tangibili nel recupero funzionale dopo lesioni cerebrali. Nello specifico le cure si sono avvalse del contributo di fisioterapisti, psicologi, terapisti occupazionali e musicoterapeuti. Alice, inoltre, è all’avanguardia anche per lo studio dei percorsi riabilitativi dei pazienti affetti da ictus cerebrale. Infatti, è attualmente coinvolta in un progetto in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore Altems, alta scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari, che ha l'obiettivo di analizzare i dati epidemiologici e i costi economici connessi, in persone affette da ictus con deficit motori.

Sandro Benedetti