Omeopatia, la medicina non-violenta. A Verona una scuola d'eccellenza

Intervista dott. Allegri, direttore Scuola di omeopatia di Verona

La Scuola di Medicina Omeopatica di Verona ha concluso il 15 e 16 maggio l’anno accademico, dando appuntamento a dopo l’estate con le lezioni e il seminario del 30 e 31 ottobre sul «Concetto di Tema, opportunità e utilizzi nella pratica clinica quotidiana», docenti due luminari dell’omeopatia, Massimo Mangialavori e Roberto Petrucci. Il 2 ottobre si terrà una Giornata di introduzione all' omeopatia, aperta a tutte le persone interessate alla materia. Info: https:// omeopatia.org/corso/giornata-di-introduzione-allomeopatia-verona-sabato-2-ottobre-2021/

La Scuola esiste dal 1988 (anche se le lezioni erano iniziate già dal 1985), fondatore un medico veronese, Maurizio Castellini, e dal 1989 è riconosciuta dalla Regione Veneto. È stata la prima scuola indipendente di omeopatia in Italia e ad oggi è una delle più importanti, l’unica che ha tenuto corsi ininterrottamente dalla sua fondazione e ancora continua. Oggi ha una decina di iscritti all’anno per il corso triennale, che è un buon numero a livello europeo per questo genere di scuole.

«L’ omeopatia propone una diversa lettura della malattia e delle sue cause – spiega il direttore della Scuola, lo psichiatra Federico Allegri -, prendendo in considerazione anche gli aspetti psicosomatici e relazionali della persona. È un approccio curativo non-violento ed ecologico, un “prendersi cura” dell’uomo e non solo dei suoi sintomi. Non esclude la medicina ufficiale, anzi è uno strumento in più nelle mani dei medici. La forza della medicina omeopatica sta proprio nel fatto che dà una risposta sistemica, legando mente, emozioni e corpo, con una efficacia terapeutica dimostrata, mediante sostanze che rispondono alla legge della similitudine».

Nata all’inizio dell’Ottocento, l’ omeopatia ha vissuto momenti di gloria e altri di difficoltà, per non dire di ostracismo, ancora oggi, da parte del mondo accademico. Allegri auspica invece un dialogo costruttivo dell’ omeopatia con il mondo scientifico e l’università, che porterebbe benefici nella ricerca e una migliore risposta ai pazienti, oltre che un risparmio nei bilanci della sanità.

 

Si stima che almeno 8-10 milioni di persone in Italia facciano uso regolare di prodotti omeopatici e che circa il 10% della popolazione sia interessata ad usarli, più al Centro-Nord Italia che al Sud. E da quando è iniziata la pandemia di Covid-19 c’è stato un netto aumento di uso di medicinali omeopatici e di integratori per il sistema immunitario. «La medicina ufficiale – spiega il dottor Allegri – non ha farmaci di prevenzione, l’ omeopatia invece sì. Ma anche per i farmaci omeopatici serve che il medico sia adeguatamente preparato».

L’ omeopatia ha avuto un grande seguito fino al boom degli anni Ottanta, forse per l’onda lunga del ’68, per poi vedere un declino all’inizio degli anni Duemila, e una ripresa significativa negli ultimi due-tre anni. Ma chi sono i pazienti che utilizzano l’ omeopatia? «Sono persone esigenti, hanno in genere una scolarità medio-alta, cercano una diversa lettura del proprio stare male e vogliono un diverso rapporto con il proprio medico. Altri invece usano medicine omeopatiche solo per paura degli altri farmaci», spiega il dottor Allegri.

Alla Scuola di Verona possono iscriversi medici (e laureandi), veterinari, farmacisti, specialisti di odontoiatria e di ostetricia. Il corso è triennale per 650 ore totali tra lezioni frontali e attività clinica e ambulatoriale. Nel 2019 è stato fatto un seminario di agro- omeopatia, l’omeopatia applicata alle piante, prima scuola in Italia a farlo. Vi sono anche corsi più brevi, di un anno, per i farmacisti e corsi introduttivi per altre figure sanitarie (naturopata, osteopata, ecc.). La sede è in vicolo Dietro Santi Apostoli 2 nei locali della parrocchia, www. omeopatia.org.

Daniela Bruna Adami

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