ULSS 9, il direttore generale fa il punto

«Mancano 23 medici di base». Visite, ne restano ancora 1.800 in lista d’attesa

«Troppe prescrizioni facili». Sono 183 gli infermieri assunti su concorso
Medico di famiglia All’appello nel territorio dell’Ulss9 ne mancano 23
Medico di famiglia All’appello nel territorio dell’Ulss9 ne mancano 23
Medico di famiglia All’appello nel territorio dell’Ulss9 ne mancano 23
Medico di famiglia All’appello nel territorio dell’Ulss9 ne mancano 23

Liste d'attesa e carenza di medici, il direttore generale dell'Ulss9, Pietro Girardi, fa il punto della situazione e non pare così critica come finora è sembrato, almeno secondo i numeri.

Per quanto riguarda i medici di famiglia, la questione è più che altro di natura geografica: vale a dire che per alcuni veronesi, soprattutto in provincia e in particolare nel distretto 3 che riguarda la Bassa Veronese (Legnago, Nogara, Cerea, Bovolone, Zevio), potrebbe essere necessario scegliere un medico di un Comune diverso dal proprio. Fatto che per chi è invalido o ha difficoltà a spostarsi autonomamente può diventare un problema. L’Ulss9, spiega Girardi, sta comunque facendo tutto quello che è nelle proprie possibilità per rimediare alla carenza di medici.

Precisando che i medici di base non sono dipendenti Ulss ma sono medici in convenzione, Girardi spiega che nel 2021 sono andati in pensione 97 medici e che sono stati sostituiti da 86, mentre nel 2022 sono 62 quelli che hanno appeso al chiodo il camice bianco e solo 50 quelli che hanno preso il loro posto. «La difficoltà a reperire professionisti è data dal mercato del lavoro, vi sono alcune figure professionali che non si trovano come appunto i medici di famiglia e gli psichiatri».

La dimostrazione che l’azienda scaligera sta assumendo si ha spulciando il numero complessivo dei dipendenti, passato da 5.498 al 31 dicembre del 2019 agli attuali 6.210. «Siamo riusciti a incrementare il numero dei dipendenti in particolare per quanto riguarda infermieri e tecnici di comparto, radiologia e Oss», precisa Girardi. «Ma sono 168 i dirigenti sanitari (di cui 160 medici) che siamo autorizzati ad assumere, e li stiamo cercando». Mentre per quanto riguarda il personale di comparto sono 518 i posti vacanti, di cui 318 infermieri per i quali è stato espletato un concorso di Azienda Zero che ha già nominato i primi 183 candidati, mentre per i 107 operatori socio sanitari necessari vi è un altro concorso in via di svolgimento e così pure per i 58 assistenti sanitari mancanti.

La difficoltà di reperire alcune figure professionali, spiega il direttore generale Girardi, si ripercuote sul territorio, in particolare sui medici di medicina generale del distretto 3 dove manca l’assistenza per oltre 2.700 persone. Carenza che però, a detta del direttore generale, si bilancia con gli oltre 4.200 posti disponibili nel distretto 4 che va da Bardolino a Negrar fino al villafranchese. Ci sono 783 posti liberi anche nel distretto 2 e altri 2.882 nel distretto 1. In quest’ultimo caso, però, «con altri due pensionamenti, oltre a quelli già previsti, andremo in sofferenza, contando che attualmente ogni medico può avere fino a 1.800 assistiti».

Per l’emergenza Girardi spiega che c’è in discussione un «progetto sperimentale ipotizzando medici di guardia medica diurna per chi non ha il medico di base». Sul fronte delle liste d’attesa, Girardi sostiene che grazie alla «tregua ospedaliera» Covid, sono state recuperate moltissime delle prestazioni arretrate. «Ne sono rimaste 1.800 da recuperare: il 20 per cento di queste sono ecocolordopplergrafie, un 10% di visite cardiologiche, un altro 10 di esami endoscopici e il 23% di diagnostiche per immagini (in particolare risonanze magnetiche)».

Ma su quest’ultimo punto Girardi fa una riflessione generale spiegando che l’azienda esegue 79,39 risonanze per mille abitanti, contro la media regionale che oscilla tra le 40 e le 60 per mille abitanti: «Siamo nel paradosso di erogare il 50 per cento in più rispetto al Veneto e di avere una criticità, sicuramente c’è una quota di richieste inappropriata, quindi un pensiero va fatto in particolare da chi prescrive».•.

Giorgia Cozzolino