Il bisogno di natura nelle città

Cheonggyecheon, il parco lineare di circa 10,9 chilometri quadrati  nel centro di Seul in Corea del Sud, sul sedime dell’omonimo fiume
Cheonggyecheon, il parco lineare di circa 10,9 chilometri quadrati nel centro di Seul in Corea del Sud, sul sedime dell’omonimo fiume

Il Covid-19 ha fatto “riflettere le città” e ripensare gli spazi. È emersa, infatti, la necessità di disporre - soprattutto nelle grandi metropoli - di più spazi verdi, zone pedonali e piste ciclabili non solo per sport e divertimento, ma anche per raffreddare le aree urbane e ridurre i disagi climatici attuali (inondazioni su tutti). E c’è chi, nel mondo, ha già iniziato a operare in questa direzione, progettando nuove aree attente a questo tipo di nuove esigenze green, il verde insomma è il futuro e il presente. CHEONGGYECHEON Cheonggyecheon era un parco lineare di circa 10,9 kmq, nel centro di Seul in Corea del Sud, situato sul sedime dell’omonimo fiume, poi pavimentato con cemento per motivi igienico-sanitari e trasformato, negli anni ’70, in un’autostrada sopraelevata. Allo scoccare del millennio, però, grazie all’azione dell’allora sindaco Lee Myung-Bak, l’autostrada è stata ri-trasformata in un parco lineare multifunzionale e contemporaneo. I vantaggi ottenuti? Un aumento della biodiversità, la diminuzione dell’effetto isola di calore, il miglioramento dei trasporti pubblici, un maggiore sviluppo economico nell’area circostante. SHANGHAI Lo studio di architettura Sasaki, fondato nel 1953 da Hideo Sasaki (compianto architetto del paesaggio) a Watertown, Massachussetts, ha terminato da poco il progetto di riuso di Longhua, l’ex aeroporto civile di Shanghai, chiuso nel 2011, nell’area del fiume Xuhui. E così Xuhui Runway Park sorge ora sulla vecchia pista di decollo, dove 1.830 metri sono ricoperti di passerelle pedonali, piste ciclabili e sei file di alberi. Non mancano parti della storica pista in cemento per ricordare la storia del sito. Il percorso pedonale che attraversa il parco è costituito da un tratto di pista largo 3,6 metri che mantiene ancora i segni di direzione originali. PARIGI Anche la Ville Lumière sta ragionando su un progetto di riconversione dei maestosi viali Champs-Élysées in giardino urbano. Philippe Chiambaretta, architetto a carico del progetto, con il suo studio PCA-STREAM sogna di restituire a Parigi un luogo meno inquinato, più ecologico e inclusivo. Sono 250 i milioni di euro che verranno stanziati per questa radicale trasformazione. Uno dei più maestosi viali della Parigi haussmanniana sarà infatti oggetto di un intervento di “revisione” che punterà alla riduzione del traffico automobilistico, con miglioramenti in termini di inquinamento ambientale e acustico, e un netto potenziamento del verde pubblico, così da mettere a punto una complessiva riqualificazione dell'area. BARCELLONA Rimaniamo in Europa per analizzare il piano decennale di Barcellona per la riconversione di un terzo delle strade centrali in spazi verdi. Il sindaco della città, Ada Colau, ha annunciato un piano per espandere le strade car-free (libere dalle auto) lungo la maggior parte del centro della città. Il progetto, con inizio dei lavori a calendario per il 2022, prevede la creazione di un superblocco che va a comprendere 21 strade del quartiere dell’Eixample. Così facendo, il traffico veicolare sarà consentito solo lungo il perimetro, lasciando le strade all’interno del quartiere accessibili esclusivamente con veicoli a motore ai residenti, ai servizi essenziali o alle consegne. È prevista una piantumazione di alberi che ombreggeranno 6,6 ettari di nuovo spazio verde, in una zona che conterrà 33,4 ettari di spazio pedonale in più. Obiettivi? Meno inquinamento, più spazi pubblici, nuova mobilità, priorità alla creazione di spazi sicuri per bambini e anziani, spazi che siano a dimensione d’uomo e che consentano di vivere in maniera più ecologica.