Screening

Mese della prevenzione al collo dell'utero: «Diagnosi precoce e prevenzione, armi più potenti contro i tumori»

Gennaio è il mese dedicato all’informazione e alla sensibilizzazione per la prevenzione del tumore al collo dell’utero, un’occasione per promuovere le iniziative messe a disposizione delle donne
Gennaio è il mese della prevenzione del tumore del collo dell'utero
Gennaio è il mese della prevenzione del tumore del collo dell'utero
Gennaio è il mese della prevenzione del tumore del collo dell'utero
Gennaio è il mese della prevenzione del tumore del collo dell'utero

“L’individuazione in fase precoce di un tumore, assieme alla prevenzione, rappresentano una delle armi più potenti che oggi abbiamo per contrastare i tumori. Ed è per questo che come Regione Veneto insistiamo nel promuovere percorsi di screening che ci aiutino ad individuare al nascere le neoplasie. Per quanto riguarda i tumori che colpiscono la donna la nostra politica è quella di privilegiare percorsi mirati che abbracciano sia la parte di informazione e sensibilizzazione sia l’aspetto dei controlli. Gennaio è appunto il mese dedicato all’informazione e alla sensibilizzazione per la prevenzione del tumore al collo dell’utero, un’occasione per promuovere le iniziative messe a disposizione delle donne”.

 

I numeri

Così l’assessore alla Sanità e Politiche Sociali Manuela Lanzarin commenta le iniziative messe in campo nel mese di gennaio a sostegno della Prevenzione del Tumore all’utero. Nel 2019, nella popolazione femminile residente in Veneto, sono stati diagnosticati 152 nuovi casi di tumore del collo dell’utero su 2.493.692 donne residenti, con un tasso di incidenza pari a 6,1 nuovi tumori diagnosticati su 100.000 donne. Nel periodo precedente, dal 2016 al 2018, erano stati identificati in media 149 nuovi casi/anno. 

La principale causa del tumore al collo dell’utero è rappresentata dall’infezione da papillomavirus umano (HPV), un’infezione che si trasmette per via sessuale. La prevenzione del tumore al collo dell’utero si avvale di due principali strumenti di consolidata efficacia: il vaccino anti-HPV e lo screening per il tumore della cervice uterina.   

 

Lo screening in Veneto

Nel 2021 le Aziende ULSS hanno invitato ad effettuare lo screening più di 320.000 donne (323.304); il 50,3% ha aderito all’invito, ed un ulteriore 4,8% ha rinunciato alla proposta comunicando di aver già eseguito un controllo attraverso altri canali. Nel 2021, 5.697 donne hanno effettuato un approfondimento all’interno dei programmi organizzati di screening, approfondimenti che hanno portato a diagnosticare 749 lesioni precancerose.

“Lo screening per il tumore della cervice uterina è offerto gratuitamente a tutte le donne residenti in Veneto a partire dai 25 o 30 anni di età, a seconda dello stato vaccinale per la vaccinazione contro l’HPV, e fino ai 64 anni. – sottolinea l’assessore Lanzarin – come dal 2008 è disponibile la vaccinazione contro l’HPV che viene offerta gratuitamente ai giovani di entrambi i sessi a partire dagli 11 anni di età. Si tratta per entrambi i casi di percorsi importanti, che la popolazione ha imparato a perseguire e che negli anni hanno dimostrato di dare risultati confortanti”.

Allo screening per il tumore della cervice uterina si accede mediante lettera di invito da parte della ULSS di appartenenza. È previsto come test di primo livello:

  • il Pap test ogni tre anni alle donne dai 25 ai 29 anni non vaccinate contro HPV 
  • il test HPV ogni 5 anni a tutte le donne dai 30 ai 64 anni. 

Qualora la donna risultasse positiva ai test di primo livello, sono previsti altri esami strumentali di secondo e terzo livello utili alla diagnosi precoce.

 

La vaccinazione contro l'Hpv

La vaccinazione contro l’HPV, disponibile in Veneto dal 2008, è raccomandata e offerta gratuitamente a ragazze e ragazzi a partire dagli 11 di età. Nel Veneto, ad oggi, il 77% delle ragazze nate tra il 1996 ed il 2009 ha aderito alla proposta vaccinale, ed il 74% ha già completato il ciclo vaccinale. I ragazzi nati tra il 2004 e il 2009, hanno aderito nel 72% dei casi e hanno già completato il ciclo vaccinale nel 66%.  

L’HPV è la causa più frequente di infezione trasmessa per via sessuale ed è responsabile di malattia sia nelle persone di genere maschile che femminile. L’uso del preservativo non elimina il rischio di trasmissione. Per questi motivi il vaccino anti HPV deve essere somministrato prima dell’inizio dell’attività sessuale e viene offerto sia ai ragazzi che alle ragazze. 

È prevista, raccomandata e offerta gratuitamente alle seguenti categorie che risultano a maggior rischio di lesioni correlate all’HPV: donne con lesioni cervicali di stadio CIN2+, uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (MSM), persone affette da HIV. Il vaccino disponibile è estremamente efficace e sicuro, e contribuirebbe alla quasi eliminazione dei tumori al collo dell’utero 

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