L’appello della regione: «Continuare nella protezione»

Covid, al via la quinta dose con nuovi vaccini: prima i fragili

Somministrazione indicata per i soggetti fragili over 60 e anziani over 80 e delle Rsa. Il medico: «Popolazione generale? Io aspetterei»
Una operatrice sanitaria prepara la somministrazione
Una operatrice sanitaria prepara la somministrazione
Vaccini, 5ªdose. Intervista Dr. Federico Gobbi

Salgono i casi. Sono 58.360, su scala nazionale, nell’arco di 24 ore. E aumentano le vittime: 113, venti in più nello stesso arco di tempo. Tendenza al rialzo anche per i ricoveri ordinari, 65 in più, ovvero 6.993. Resta invece stabile il numero, 254, dei pazienti trattati nei reparti di terapia intensiva. Mentre comincia la campagna di somministrazione della quinta dose (il terzo «booster» dopo il ciclo primario, con i vaccini a Rna bivalenti, ovvero i nuovi vaccini aggiornati contro le sottovarianti BA.1 o BA.4 e 5 di Omicron oltre che il virus SarsCoV2 originario) rivolta, in particolare, ai soggetti più fragili, per età o patologia.

«L’attuale andamento epidemiologico dei casi di Covid-19 richiede di rafforzare l’adesione ai richiami vaccinali. Si tratta di continuare a proteggere la salute, in particolare delle persone più fragili per età o per condizioni di malattie croniche», conferma una nota diffusa dalla Regione. «Il ministero della Salute, con la circolare del 17 ottobre, ha infatti aggiornato le indicazioni per i le nuove somministrazioni con i vaccini bivalenti, che garantiscono una migliore protezione rispetto alle varianti attuali».

Al via la quinta dose con nuovi vaccini Covid, prima i fragili

Le categorie per cui la quinta dose è raccomandata

Mentre l’autunno avanza, e già si prepara anche la tradizionale campagna antinfluenzale, la profilassi contro il Covid-19 viene indicata per tutte le persone di 60 o più anni, al pari degli ospiti delle case di Riposo che abbiano già ricevuto il primo o il secondo richiamo (con il vaccino monovalente) ma per i quali siano già trascorsi 120 giorni dalla somministrazione.

Altrettanto raccomandato il completamento del percorso di prevenzione, prima dose e secondo richiamo, per tutte le persone «dai 12 anni in avanti». Ovvero: l’intera popolazione, con la sola esclusione dei più piccoli. Per chi abbia già contratto recentemente, e superato, l’infezione il richiamo «è comunque raccomandato». Con l’unica prescrizione di lasciare trascorrere 120 giorni, ovvero circa tre mesi, dalla data del primo «test» di positività al Covid-19. La nota del ministero sottolinea anche come l’indice di trasmissibilità sia ormai tornato al di sopra della «soglia epidemica».

I consigli dell'infettivologo

«Il terzo booster, ovvero la quinta dose della vaccinazione anti-Covid utilizzando i vaccini aggiornati per la variante Omicron, andrebbe somministrato al più presto nel caso di anziani e soggetti fragili», afferma Roberto Cauda, direttore dell’unità di Malattie infettive del policlinico «Gemelli» di Roma. «Per quanto riguarda il resto della popolazione potenzialmente vaccinabile, per la quale non vi è un’indicazione precisa, io aspetterei». Covid e influenza. «I trattamenti sono pienamente compatibili, anche simultaneamente». Il terzo autunno di Covid incalza.

Leggi anche
Farmacie, per la prima volta vaccinazione gratuita per over 60 e maggiorenni con patologie a rischio

Vaccino anti Covid e antinfluenzale

«Oggi abbiamo a disposizione dei vaccini bivalenti che contengono anche la variante Omicron. Anche fare la vaccinazione con un vaccino cosiddetto vecchio aumenta comunque sempre l'immunità cellulomediata, ma la novità è che aiutano maggiormente la risposta anticorpale su Omicron», spiega il dottor Federico Gobbi Direttore reparto malattie infettive e tropicali dell'Ospedale Negrar.  «Al momento non ci sono controindicazioni a fare il vaccino antinfluenzale e quello anti covid lo stesso giorno, si possono fare quindi contemporaneamente», precisa.

E riguardo alla situazione ospedaliera attuale in tema Covid aggiunge: «La gestione del Covid è cambiata notevolmente questo dovuto al fatto che la maggior parte delle persone è venuta a contatto con la proteina spike, quel che vediamo che ci sono persone positive al covid ma non sono ricoverate per covid. Le persone che hanno una insufficienza respiratoria dovuta al covid sono persone estremamente fragili o mai vaccinate».

Paolo Mozzo