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L’indagine dell’ospedale

Ansia e disturbi del sonno, ecco i danni del Covid sulla psiche

Su 1.317 pazienti, il 17 per cento ha riportato forma di stress, il 28 per cento alterazioni del sonno, il 12 disagi sociali

A partire da marzo 2020, si è assistito ad un aumento esponenziale di problemi psicologici associati al Covid-19, legati alle condizioni di ricovero e all’isolamento forzato per la gestione dell’infezione.

L’Usd di Psicologia Clinica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona (Responsabile Del Piccolo), in collaborazione con Malattie infettive (Responsabile Tacconelli) ha quindi istituito un ambulatorio, a Borgo Trento, finalizzato a comprendere gli effetti psicologici dell’infezione da Sars-Cov-2, fornendo indicazioni o sostegno a chi ne avesse bisogno.


Come si è svolta l'indagine

La valutazione psicologica, gestita dalla Marcanti, coadiuvata da cinque psicoterapeuti in formazione, includeva un colloquio clinico accompagnato dalla somministrazione di questionari specifici per valutare il livello di stress psicologico, l’esistenza di sintomi post-traumatici, l’impatto dell’infezione sulla qualità di vita e per capire se la malattia avesse avuto delle conseguenze a livello di qualità del sonno, alimentazione, lavoro e sociale.

Tra giugno 2021 e giugno 2023 sono stati visti 1.317 pazienti ed è emerso che il 17 per cento ha riportato una qualche forma di distress psicologico, in particolare sintomi d’ansia. Tali sintomi sono risultati meno presenti in coloro che sono stati ricoverati a causa dell’infezione, rispetto a chi ha dovuto gestire la malattia a domicilio.

Le conseguenze del Covid a lungo termine

Per quanto riguarda la qualità di vita, l’infezione ha avuto un impatto sia sulla dimensione fisica (16 per cento) che su quella psicologica (17), con un peggioramento significativo in diversi ambiti della vita: in particolare alterazioni del sonno (28) e la ripresa della vita sociale (12). Inoltre, la quota di disagio psicologico (in particolare ansia e disturbi del sonno) è risultata presente anche a distanza di 12-18 mesi dall’infezione, colpendo in maniera più significativa le donne.

Dallo studio emerge inoltre come con il passare del tempo dall’infezione non sempre si risolvano tali problematiche, bensì in alcuni casi tendano ad accentuarsi. Questo dato suggerisce l’importanza di un intervento psicologico di tipo specialistico al fine di evitare il cronicizzarsi del disagio riscontato, intervento peraltro espresso come desiderabile dal 95 per cento del campione preso in esame. Su tale base, al fine d fornire un aiuto a chi ancora riscontrasse problemi d’ansia o ricordi negativi rispetto al periodo di malattia a seguito dell’infezione l’usd di Psicologia clinica, con la Brain Research Foundation, ha elaborato un intervento di gruppo in telemedicina (Progetto Telegiftt), che prevede un ciclo di 8 incontri settimanali gratuiti che si basa su tecniche sicologiche di provata efficacia.

Per chi fosse interessato psicologia.clinica.bt@aovr.veneto.it

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