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Covid-19, in Veneto il maggiore aumento dei casi in Italia

Il monitoraggio settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità e del Ministero rivela anche altri numeri importanti: si sono registrati 52.177 nuovi casi con un’incidenza che sale a 89 casi per 100 mila abitanti in media, rispetto ai 76 di appena sette giorni fa
Un'immagine al microscopio del Sars-Cov-2
Un'immagine al microscopio del Sars-Cov-2
Un'immagine al microscopio del Sars-Cov-2
Un'immagine al microscopio del Sars-Cov-2

Il Veneto è in testa alla poco lusinghiera classifica dell'aumento dei casi Covid rispetto al resto d'Italia. E' purtroppo la nostra regione quella che registra il maggiore aumento di casi di Covid-19: l’incidenza settimanale (23/11/2023-29/11/2023) è in aumento in quasi tutte le regioni e province autonome rispetto alla settimana precedente.

Nel Veneto l'incidenza si attesta però a 183 casi per 100.000 abitanti mentre, solo per confronto, la più bassa è in Sicilia dove si registra solo 1 caso per 100.000 abitanti. Ovviamente questo dato può risultare falsato dal fatto che in Sicilia si effettuano meno tamponi e quindi meno denunce rispetto al Veneto, vista la discrepanza numerica che è inconciliabile con un globale aumento dei casi in tutta Italia del 16% in una sola settimana.

Fasce d'età

La fascia di età che registra il più alto tasso di incidenza settimanale è la fascia 90+ anni anche se l’incidenza è in aumento in tutte. L’età mediana alla diagnosi è di 58 anni, stabile rispetto alle settimane precedenti. La percentuale di reinfezioni è il 44%.

Nuovi casi

Il monitoraggio settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità e del Ministero rivela anche altri numeri importanti: si sono registrati 52.177 nuovi casi con un’incidenza che sale a 89 casi per 100 mila abitanti in media, rispetto ai 76 di appena sette giorni fa.

Deceduti per Covid-19

Sono stati 291 i deceduti con una variazione di +23,8% rispetto alla settimana precedente quando erano 235.

Tamponi

Sono stati fatti 277.938 tamponi con una variazione di +9,0% rispetto alla settimana precedente (erano 254.920). Il tasso di positività è del 18,8% con una variazione di +1,1% rispetto alla settimana precedente (17,6%).

Occupazione dei posti letto

Al 29 novembre, l’occupazione dei posti letto in area medica è stata del 9,2% (5.741 ricoverati), in aumento rispetto alla settimana precedente (7,7% al 22/11/2023). In leggero aumento anche l’occupazione dei posti letto in terapia intensiva, pari a 1,9% (170 ricoverati) rispetto alla settimana precedente (1,5% al 22/11/2023).

I tassi di ospedalizzazione e mortalità aumentano con l’età, presentando i valori più elevati nella fascia d’età 90+ anni.

Indice di trasmissibilità (Rt)

L’indice di trasmissibilità (Rt) basato sui casi con ricovero ospedaliero al 21 novembre è pari a 1,09 (1,05 - 1,13), sostanzialmente stabile rispetto alla settimana precedente (Rt=1,12 al 14 novembre 2023), e comunque sopra la soglia epidemica.

«I dati confermano sostanzialmente l'andamento previsto rispetto alla stagionalità. Rinnoviamo l'appello alle Regioni ad intensificare gli sforzi organizzativi e a predisporre Open Day nei quali offrire libero accesso senza prenotazione per le vaccinazioni», ha detto il Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute, Francesco Vaia.

Insomma: anche se con sintomi di forte raffreddore e simil-influenzali quali mal di gola, tosse, febbre, rinorrea (cioè naso che cola) e senza quasi più perdita di gusto e olfatto, il Covid-19 sta rialzando pericolosamente la testa ormai da svariate settimane.

Il rischio è di avere un picco attorno al periodo natalizio, sperando che lo stesso non si traduca poi in massiccia occupazione dei posti letto ospedalieri. Ciononostante, le persone sembrano non curarsene e le mascherine o le precauzioni che si prendono da parte della popolazione sono quasi nulle. 

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Gerardo Musuraca

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