Benessere e salute

Annegamenti: il 14% riguarda bimbi. Il Veneto terza regione per numero di incidenti

Tra il 2015 e il 2019 sono stati identificati e analizzati in Italia oltre 2mila casi di incidente in acqua, di cui 1.209 fatali (circa il 68%). Le vittime sono per lo più uomini, con la fascia di età più colpita che è quella tra 45 e 64 anni.  Il 14% riguarda bimbi, gravi nel 68% dei casi. I dati sono stati raccolti dall’Istituto Superiore di Sanità, e sono stati presentati all’EU Safety Conference, che si è svolta a Vienna. Il trend è costante, con circa 3-400 incidenti l’anno, ma negli ultimi anni aumentano gli incidenti nei laghi e fiumi. Il 41% degli incidenti fatali avviene in acque interne, il 42% sul litorale, mentre il restante 17% si divide quasi equamente tra mare aperto e piscine. Per quelli non fatali la proporzione è 54% sul litorale, 24% in piscina, 17% nelle acque interne e 5% in mare aperto.

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Il Veneto è la terza regione con  il maggior numero di incidenti in acqua (fatali e non). La maggior parte degli incidenti in acqua avviene a causa di un malore (28,1%), delle condizioni avverse del mare (14,9%) o della caduta in acqua o dagli scogli (14,3). Da sottolineare che molte volte si è in presenza di una concausa, ossia lo stesso soggetto è annegato per esempio perchè non sapeva nuotare e il mare era mosso.

L’Istituto Superiore di Sanità propone un opuscolo informativo sulla prevenzione degli annegamenti dei bambini in piscina. Raccomandata la sorveglianza da parte degli adulti quando i bambini sono in acqua o quando ci sono (o potrebbero esserci) specchi d’acqua nelle vicinanze (piscine anche in case vicine, pozzi, canali, fiumi etc); recintare adeguatamente le piscine o altri bacini d’acqua; far frequentare ai bambini corsi di nuoto.

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