Il caso

Allergologia intasata: «È boom di consulenze per avere esenzioni dal vaccino»

Tante le domande tra No Vax e chi ha reale rischio di reazioni avverse all’antiCovid
Vaccinazione antiCovid, sono numerose le consulenze richieste all’Allergologia per presunte controindicazioni
Vaccinazione antiCovid, sono numerose le consulenze richieste all’Allergologia per presunte controindicazioni
Vaccinazione antiCovid, sono numerose le consulenze richieste all’Allergologia per presunte controindicazioni
Vaccinazione antiCovid, sono numerose le consulenze richieste all’Allergologia per presunte controindicazioni

Allergologi sotto pressione, anche se non è il picco delle allergie stagionali. La colpa, nei mesi «caldi» della pandemia, è del vaccino antiCovid. Tra chi, come denunciano i medici di famiglia, impone loro di prescrivere controlli alla ricerca di presunte controindicazioni per essere esentato dalla vaccinazione e chi invece, come chi già soffre di allergie, ha il comprensibile timore di possibili reazioni avverse, all’Azienda ospedaliera universitaria integrata si registra un boom di consulenze - alcune delle quali« improprie» - che ha provocato qualche grattacapo agli operatori deputati, con canali per i consulti ingolfati, telefoni «bollenti» anche nei fine settimana e l’ Allergologia subissata di richieste di consulenza da evadere via mail quando non con visite in presenza o in telemedicina.

«Nostro principale compito è ascoltare la storia del paziente allergico e valutarla in maniera approfondita per poterlo rassicurare, perché il nostro obiettivo resta vaccinare più persone possibile», chiarisce Gianenrico Senna, direttore dell’ Allergologia dell’Azienda ospedaliera. «Al di là dei No Vax o di chi si rivolge a noi con tono perentorio dicendo di non volersi vaccinare finché non verrà sottoposto al test, a presentarsi da noi sono molte persone con storia di allergia anche grave, casi che vanno realmente valutati con attenzione». Nessuna controindicazione al vaccino è prevista dalle linee guida per chi soffre di allergie ai pollini o alimentari, l’attenzione va posta invece soprattutto su chi ha una storia di reazione grave ai farmaci: una delle sostanze che scatenano l’anafilassi è infatti un eccipiente del vaccino, il polietilenglicole, utilizzato per il rivestimento di alcune capsule di farmaci come di cosmetici. «Compito dello specialista», prosegue Senna - che in veste di presidente della Società italiana di Allergologia ha anche tentato (invano) di prevenire il problema emanando delle raccomandazioni e chiarimenti ad hoc diffusi nei Centri vaccinali e ai medici di famiglia -, «è quello di mettere queste persone, che nel 90 per cento dei casi non presentano controindicazioni reali all’antiCovid, nelle condizioni di sottoporsi al vaccino con serenità in ambiente protetto o dopo essersi sottoposti a ulteriori test». Un lavoro di presa in carico, che si può svolgere solo in parte con «televisita» a distanza, che non ha aiutato a snellire l’operatività dell’Unità di Allergologia. «Con un ritmo di una cinquantina di richieste di questo tipo ogni giorno, siamo arrivati ad accumulare fino a 400 domande inevase», prosegue Senna. «Per risolvere la situazione e nello stesso tempo rassicurare i medici vaccinatori, grazie al supporto della Direzione generale abbiamo ottenuto la presenza fissa tutti i giorni di un allergologo o uno specializzando nel centro vaccinale, che valuterà direttamente in loco eventuali controindicazioni a sottoporsi all’iniezione. Solo se lo specialista lo riterrà necessario, la persona sarà quindi inviata da noi per ulteriori test o per ricevere il vaccino in ambiente protetto. Mentre resta attivo il nostro numero verde riservato ai vaccinatori».

Conferma l’aumento esponenziale del carico di lavoro Giovanna Zanoni, responsabile del «Canale Verde», programma regionale attivato nel 1993 per la consulenza prevaccinale e la sorveglianza degli eventi avversi a (qualsiasi) vaccinazione e riservato ai medici vaccinatori. «Fino al 2019 svolgevamo circa 400 consulenze all’anno per casi complessi di reazioni avverse o controindicazioni per tutto il Veneto, quest’anno le richieste sono molto più numerose, per la maggior parte inerenti alla vaccinazione antiCovid», spiega l’immunologa. «Un aumento della domanda da parte dei medici vaccinatori, che in caso di richieste per i dubbi dei No Vax richiederà sicuramente un filtro molto stringente in entrata, che riservi a noi solo i rari casi a rischio di reazioni avverse per evitare che il sistema vada in tilt. Tanto più che la stragrande maggioranza dei casi che ci vengono sottoposti sono giudicati idonei all’antiCovid, per il quale le controindicazioni sono molto limitate».

Elisa Pasetto

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