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Salute maschile

A San Bonifacio cure alla prostata con tecniche mini invasive. In attesa del robot Da Vinci

Applicati anche al Fracastoro i più recenti approcci chirurgici per i tumori maschili, con l'equipe del professor Novella
Il professore Novella e un robot Da Vinci
Il professore Novella e un robot Da Vinci
Il professore Novella e un robot Da Vinci
Il professore Novella e un robot Da Vinci

All’ospedale Fracastoro la prostata si tratta ad «impatto zero». Con l’arrivo nell’ospedale di San Bonifacio del primario Giovanni Novella, trent'anni di esperienza con la chirurgia mini invasiva, si apre la possibilità di avere nel nosocomio un giorno il robot Da Vinci, il macchinario più avanzato per la chirurgia mini invasiva. La rivoluzione, partita a gennaio, sta in tre tecniche che grazie alla combinazione tra attrezzature e macchinari acquisiti dall’Ulss 9 e i saperi del chirurgo, riducono al minimo i tempi di degenza e, di conseguenza, anche quelli di attesa (contenuti in 60 giorni) per i pazienti dai 50 anni in su.

 

La tecnica

«L’asportazione dell’adenoma prostatico, con il laser a Olmio, che viene impiegato per il trattamento di prostata di grandi volumi, riduce al minimo il sanguinamento e quasi azzera il dolore, pur essendo un intervento complesso. Consente anche una dimissione precoce, senza catetere, generalmente il giorno dopo l’intervento. Quarantotto ore in tutto», spiega il medico che si è formato tra Azienda ospedaliera e gli ospedali di Borgo Roma e Borgo Trento, «per risolvere i disturbi ostruttivi delle vie urinarie basse, conseguenza dell’ipertrofia prostatica benigna».

Sono 25 i pazienti che da inizio anno hanno potuto usufruire di questa tecnica al Fracastoro, quattro (ma in un anno saranno una trentina) quelli trattati con la tecnica del Rezum.

 

L’impiego del vapore

«In quest’ultimo caso si lavora col vapore che viene iniettato nei lobi prostatici per via endoscopica, causando la necrosi termica del tessuto e, quindi, la sua atrofizzazione. Possiamo contare su dimissioni precoci e catetere a dimora per una settimana. Il vantaggio è il mantenimento dell’inalterata funzione sessuale».
Quando poi il paziente è un grande anziano e ha più patologie concomitanti, e deve ad esempio prendere farmaci anticoagulanti, l’approccio alle malattie della prostata avviene attraverso il cosiddetto «green laser», impiegato per la cauterizzazione e «bruciare» piccole parti da curare. Da inizio anno sono stati quattro i pazienti che sono stati trattati con questa tecnica.

 

Innovazione

Non manca, ovviamente, l'alta chirurgia (demolizione e ricostruzione della vescica ed asportazione in laparoscopia dei reni). Dalla resezione endoscopica a quella chirurgica e per la gestione delle patologie oncologiche, il primario Novella strizza l'occhio al robot Da Vinci che prima o poi, atteso dall’equipe completata dai chirurghi Vito Alfano, Alberto Aloisi, Marta Frigo, Elena Sarti e Nelia Amigoni, dovrebbe arrivare.

Paola Dalli Cani

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