Zaia torna in tivù e attacca gli inglesi

La Posta della Olga
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Zaia - scrive la Olga - è tornato in televisione. Nel breve periodo in cui è stato assente ne ho sentito la mancanza. Ormai era entrato nella mia vita come l'appuntamento con la parrucchiera o col callista. Però mi sono detta: se Zaia è tornato vuol dire che le cose non vanno bene, che il virus ha ricominciato a fare paura, e non mi ha per niente rassicurato il fatto che abbia detto che non ci dobbiamo preoccupare dell'aumento dei positivi perché il numero dei tamponi è cresciuto. Mi preoccupo, eccome! Se alla prova dei tamponi aumentano i positivi vuol dire che ce ne sono ancora tanti in giro, che il contagio è ancora vispo e che solo i test ne smascherano l'andamento. Zaia aveva fretta perché doveva andare al funerale di quella povera Elisa accoltellata mentre prendeva il sole sul greto del Piave. Tra televisione, funerali, inaugurazioni, interviste di qua e di là, incontri col generale Figliuolo e col ministrello della Salute, mi chiedo se e quando Zaia abbia tempo per stare con la moglie, ma questi sono affari suoi e soprattutto di sua moglie. Stavo per dimenticare che negli ultimi tre giorni, come ha dichiarato lui stesso, il Nostro, a scopo dimostrativo, ha fatto tre tamponi. Tutti devono approfittare del tampone «ad accesso libero». Siamo i più tamponati d'Italia e poi una frecciatina velenosa alla Perfida Albione, agli inglesi che «loro sì sanno come fare, noi no». L'orgoglio veneto del governadór è commovente e trascinante. Mi sento trascinata. «Strapégheme, Zaia, strapégheme dove te vól, te sè che son inamorada de ti». Però resto preoccupata. A Verona s'à roersà la curva, adesso la punta in alto. È la variante Delta che però i vaccini dovrebbero coprire. Elencando le famigerate varianti, Zaia è sembrato quasi dettare gli ingredienti di una ricetta: un pochetìn de colombiana, un pisseghìn de nigeriana, un cuciàr de sudafricana, 'na spolveradìna de brasiliana, un par de èti abondanti de Delta, e a la fine mescolàr ben e zontàrghe do bruscà de péar. Tutto è semplice per Zaia, se fossi Draghi lo nominerai subito ministro alle Semplificazioni e all'Ottimismo.

Silvino Gonzato

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