Zaia invitato al bareto per il torneo di briscola

La Posta della Olga
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Non ho alcuna difficoltà - scrive la Olga - a dichiararmi patita della quotidiana conferenza stampa di Zaia che seguo devotamente sul sito de L'Arena. Dirò di più: mi sto innamorando di Zaia, sì, lo confesso, come un tempo mi capitò di perdere la testa per Pippo Baudo. Quando poi Luca (in casa lo ciamémo par nome) butta lì una parola o una frase in dialetto, lo strucarìa da tanto mi ispira simpatia. Ieri ha spezzato un fiasco a favore dei «bocia che i fa la prima comunión». Ha detto che non gli si può impedire di festeggiare coi parenti vicini e lontani, basta che siano tutti tamponati. Snocciolando poi i numeri sul buon andamento della campagna vaccinale, ha condensato i rotti eccedenti le cifre tonde in un «su e zó» che vuol dire «pressappoco», ma che a me ha ricordato anche la filastrocca che cantavo da bambina: «Su e zó, setantanóve/ case nóve da fitàr/ dàghe la papa al vècio/ dàghela col cuciàr». A volte, quando i giornalisti gli fanno una domanda stupida o che lui ritiene tale, lo si vede soffocare un'ostia che, prima o dopo, gli scapperà. Me lo figuro come un personaggio del bareto, tanto più che el ragionier Dolimàn lo ha invitato al primo torneo di briscola che si terrà quando l'emergenza sarà finita. Il nostro Luca passa disinvoltamente dal dialetto al latinorum, cita filosofi e compagni di bevute. Non conoscendo io i filosofi, a volte ho l'impressione che confonda i primi coi secondi e viceversa, cosa che lo rende ancora più vicino alla gente come me. Nemico dichiarato del cuerzifógo (coprifuoco), anche ieri ha detto che è inutile perché gli assembramenti avvengono di giorno, non di notte. Tranne, aggiungo io, a casa della Lilly Sfondróna, ma lui non lo sa sennò l'avrebbe denunciato pubblicamente. Commentando il blocco dei fondi pubblici da parte della Corte dei Conti al vaccino italiana ReiThera, Zaia è stato piuttosto s-cèto. Ha detto che «finanziare per arrivare ultimi non vale la pena». E lo capisco anch'io il motivo per cui arriveremo (se arriveremo) ultimi: gli scienziati sono tutti in televisione a pavoneggiarsi mentre nei laboratori è rimasto solo chi fa la guardia ai microbi.

Silvino Gonzato

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