Un anno di inferno. Non solo per il virus

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Dopo un anno di pandemia - scrive la Olga - siamo ancora qui a chiederci quando finirà questo schifo che sta seminando morte, disperazione, miseria, che ci sta privando di libertà fondamentali come quella di incontrare liberamente parenti e amici, di condurre un'esistenza normale, di pianificare i nostri giorni con serenità senza che siano il ministro della Salute e i suoi consiglieri a dirci cosa possiamo o non possiamo fare. Dopo un anno siamo ancora nelle pétole, siamo ancora qui a dipendere dai bollettini dei contagi, dai grafici sull'andamento del virus che nel frattempo è mutato come certi mostri dei film dell'orrore, aggiungendo panico a panico. Un anno fa un virologo che poi sarebbe diventato tra i più severi fautori di lockdàun e cadenassi, ci aveva detto che la possibilità che il virus cinese arrivasse in Italia era pari a zero. Quante scemenze ci ha propinato in un anno la selva di scienziati (non pensavamo di averne tanti e che tra i tanti ci fossero tante mezze calzette) spuntata all'improvviso per dire e contraddire, accreditandosi e screditandosi! E quei decreti governativi emessi di notte, senza preavviso, sotto la regia di un reduce del Grande Fratello! Preoccupati per la nostra salute e per quella dei nostri cari e, per di più, frastornati da regole a getto continuo e spesso discordi che ci sono sembrate più frutto di improvvisazione che di ponderato calcolo, abbiamo trascorso un anno infernale. Ci hanno detto che solo i vaccini ci avrebbero salvato ed eccoli i vaccini che, promessi a milionate, arrivano invece col contagocce. Dovremmo essere nell'anno della rinascita, del "tutti liberi" e invece siano quasi a marzo e non sappiamo come saranno la primavera e l'estate, non sappiamo se finalmente potremo appropriarci del Natale, della nostra vita, insomma. Tutto il mondo è così, ma noi ci abbiamo messo del nostro coi dpcm rebus, le vergognose liti tra virologi, i patetici protagonismi. Se un giorno dovessimo uscirne, e ne usciremo, la grande scóa farà giustizia di tutti e di tutto. Ricorderemo solo il sacrificio dei tanti medici e infermieri che, mentre i politici e i professoroni narcisi blateravano, si ammazzavano di lavoro per salvare vite. •

Silvino Gonzato