Sindrome della caverna o del panaròto

La Posta della Olga
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C'è chi - scrive la Olga -nonostante sia vaccinato con entrambe le dosi, se ne resta rintanato in casa perché ha comunque paura di ammalarsi di Covid. Ne conosco alcuni. Il Tito e la Giannina, per esempio. Questa forma di prigione volontaria, di autoesclusione prudenziale dalla vita sociale, al bareto la chiamano "sindrome del panaròto", mentre in psicologia viene definita "sindrome della caverna" o della grotta o della capanna. Per spiegare agli avventori del bareto la sindrome del panaròto o della caverna, il filosofo-psicologo-sociologo Strusa ha esordito sciorinando una serie di sindromi, più che altro per far mostra di competenza ed erudizione, non avendo nessuna di queste attinenza con il caso: sindrome del butìn in cuna, sindrome del Papà del Gnoco, sindrome di Peter Pan e bóndola, sindrome del cagón (egocentrismo), sindrome della paparèla (metafora che sta a indicare chi trova piacere a essere piallato con la méscola), sindrome del pavone Alfonso (comunissima in politica), sindrome del mona indefesso, sindrome del lecca-lecca (fenomeno sociale molto radicato) e altre. El Strusa ha precisato che la sindrome della caverna o del panaròto non va confusa con quella di Diogene che abitava in una botte e non ne usciva mai, perché voleva che la sua vita fosse la più semplice possibile. «Diogene, el postìn?» ha chiesto el Tegolìna ricevendo come risposta un'alzata di spalle. Dicevo del Tito e della Giannina. Non aprono neanche le finestre per paura che entri il virus, fanno la spesa onlàin, indossano la mascherina per buttare giù le sgaùie dal pontesèl, non accendono l'aria condizionata attraverso la quale potrebbe entrare in casa el bào funesto e tirano sera giocando a scopa. Fanno vita da caverna, appunto, ignorando che anche questa è una malattia che potrebbe diventare cronica e irreversibile. «I sta ben così - mi dice la Elide che di tanto in tanto chiama per vedere come se la cavano i panaròti. Era da prevedere che la pandemia avrebbe avuto anche degli effetti collaterali sul sarvèl. El Strusa era stato il primo a dirlo, avendo peraltro contratto la sindrome del cavaòci, o delle réce vibranti come le ali dell'etereo insetto. Sembra che la caverna, dopo tutto, preservi anche dai tic.

Silvino Gonzato

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