Siamo la migliore Sanità Avessimo anche i medici...

La Posta della Olga
La Posta della Olga
La Posta della Olga
La Posta della Olga

C'è ancora un bel soléto che scalda i ossi - scrive la Olga - quel che basta per passare un'oretta con alcune delle mie amiche betòneghe ai tavolini all'aperto del bareto delle dòne. Ci sono la Lavinia, la Giacinta, la Amabile e la Elide che veste come se fossimo ancora in piena estate e si spalma il viso e le braccia con un olio abbronzante che odora come quello in cui si friggono i bomboloni. La Amabile è preoccupata perché, dal detto al fatto, è rimasta senza medico, che è andato in pensione, e, non essendo stata avvisata, non sa dove sbattere la testa per trovarne un altro. Tra Verona e provincia mancano diciannove medici di base ai quali bisogna aggiungere quelli sospesi per non essersi voluti vaccinare. Il che vuol dire che, come l'Amabile, sono in tanti a non sapere dove sbattere la testa in questi giorni. Siamo tutte d'accordo sul fatto che una situazione del genere si sarebbe potuta prevedere in tempo e che la Sanità migliore d'Italia, come si sbandiera che sia quella veneta, non si sarebbe dovuta trovare nelle correnti pétole. «Sémo sensa dotór sia mi che me marì - si lamenta l'Amabile - Se sèra el becàr, se va subito da 'n altro, ma coi dotòri la funsiona ne n'altra maniera». Tutte noaltre betòneghe concordiamo sul fatto che rimanere senza medico, specie di questi tempi in cui ci si allarma per un semplice sbrusiór, è un dramma perché si pensa che el sbrusiór sia uno dei tanti sintomi del virus. La Giacinta, che è stata infermiera, elenca i vari generi di sbrusióri indicandone le parti del corpo in cui possono insorgere, un'esposizione troppo specialistica cui non riusciamo a tenere dietro. Ma siccome quando si parla di un disturbo o di una malattia, la Elide se li sente subito addosso, ecco che è tutta un sbrusiór e comincia a grattarsi dappertutto come un simiòto. «Parlémo de altro, dòne» dico io ma il discorso, dopo una breve divagazione sui maróni della sagra di San Rocco e sul polastro fritto di via Cairoli, ricade sui medici che mancano, sull'antinfluenzale, sul virus che torna ad alzare la cresta e sulla terza dose che pare indispensabile per non tornare a vivere sotto cadenàsso. La Lavinia sostiene che andremo avanti a punture par un bel tòco e che il governatòr Zaia, mancando i dottori, metterà in campo i ragionieri.

Silvino Gonzato