Si riaffacciano gli stranieri e il Gino vede i messicani

La Posta della Olga
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Prima che il covid fermasse tutto e sprangasse, di fatto, le frontiere - scrive la Olga - non ci si faceva più caso. Il turista straniero a Verona era di casa. Ma adesso i primi foresti che fanno capolino come avanguardie di un ritorno che le categorie che vivono di turismo sperano consistente, destano curiosità. «Iè tedeschi» mi fa il mio Gino mentre passeggiamo in via Cappello. «De ci pàrlito?». «De la copia che ghémo davanti. No te vedi che iè tedeschi?». Dico al mio Gino che potrebbero essere olandesi o norvegesi o portoghesi perché non hanno alcun segno distintivo che li possa identificare come tedeschi. «Adesso ghe domando» mi fa mio marito. «Lassa star - ghe digo - te si el solito provincialòto e pó in che léngua ghe pàrlito?». «Straùsso». «Pitòsto sèrete el patalón che te ghe l'è vèrto». La curiosità ci spinge ad avvicinarci al plateatico di un bar di piazza Erbe dove, a due tavolini quasi affiancati, siedono quattro turisti, due uomini e due donne, che il mio Gino aveva identificato come messicani perché una delle due donne aveva i baffi, mentre uno degli uomini indossava il poncho. La donna coi baffi, come del resto tutti gli altri, si era calata la mascherina per bere e per questo le si vedeva l'addensamento di peli sotto al naso. Che avessero fatto capolino anche i messicani, che vengono da così lontano, avrebbe potuto essere una notizia di grande interesse. Il mio Gino tende la récia per coglierne l'idioma e poi mi fa «I parla come Lino Banfi, i deve èssar de Barléta o dintorni». La ricerca dello straniero continua ma noto che anche a noi vengono lanciati certi sguardi interrogativi. «English?» ci chiede un cameriere invitandoci con un largo gesto a sedere a un tavolo di un ristorante. «No, sémo veronesi de sòca» rispondo. L'equivoco deve essere nato dal fatto che il mio Gino aveva le braghe da saltafossi e la coppoletta british. In ogni caso, che si siano riaffacciati i turisti stranieri, non può che far piacere, oltre che alle categorie sopracitate, anche ai nostri amministratori la cui politica negli ultimi anni è stata quella di privilegiare il turismo a scapito dei residenti. Ma questo è un altro discorso. Il mio Gino mi strattona: «Un turista cinese» mi fa. «L'è quel che gà el bar a San Zen, gnòco» gli faccio. •.

Silvino Gonzato

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