Prima i mafiosi e poi tutti gli altri

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Che i mafiosi - scrive la Olga - in fatto di vaccinazioni saltassero la fila anagrafica, scavalcando quelli che per età e patologie ne avrebbero avuto diritto prima di loro, non è tanto sorprendente. Quella parte d'Italia che conosciamo essere brutta e schifosa non poteva non confermarsi tale, anche in questo momento di emergenza nazionale. Qualche porcheria c'è stata ovunque ma in Sicilia, Campania e Calabria nella lista "Altro" è confluito il peggio del peggio, cioè tutto il lordume degli affiliati o degli amici o degli amici degli amici delle mafie. Favoriti da sindaci e amministratori regionali corrotti, da medici compiacenti e da agganci negli ospedali, un gran numero di brutti ceffi e i loro familiari sono saltati davanti agli ottantenni e alle altre categorie a rischio. La lupara è salva e il resto del Paese è in coda. Anche qui, quando sento che il tale e la tale sono stati vaccinati non rientrando nelle liste, me ne chiedo il motivo e storco il naso, anche in Valle D'Aosta c'è del marcio, ma pare che laggiù, nei paesi infiltrati da mafia, 'ndrangheta e camorra sia stata applicata la regola: prima i criminali e poi gli altri. D'altre parte si sa che le mafie hanno le zampe dentro la Sanità che è una tetta da cui succhiano a più non posso. Il vaccino è stato usato come strumento di potere per ingraziarsi i potenti che da quelle parti sono i mafiosi. È scoraggiante ma non stupefacente perché si sa che va così. Ho visto un servizio in televisione il quale mostrava che nelle ville confiscate dallo Stato alla Mafia ci abitano ancora i mafiosi sfrattati, e allora cosa vuoi pretendere? «Porta chi vuoi, facciamo il vaccino anche ai gatti». Così avrebbe detto, intercettato, un direttore sanitario del Cosentino. Avrebbe potuto dire: anche a cani e a porci, come è stato. E noi qui a tribolare per prenotarci, a chiederci se quando sarà il nostro turno non sarà troppo tardi e, nell'attesa, a chiedere ai parenti o agli amici vaccinati: «Ghèto avù la féara, ghèto avù mal de testa e la nausea?». Zaia ci dice che qui in Veneto non ci sono state vaccinazioni anomale e che è colpa dello Stato se sono state fatte passare avanti categorie che avevano molto meno diritto degli anziani. Qui si è fatta tanta confusione ma nei paesi della Mafia hanno avuto le idee chiare. •

Silvino Gonzato

Suggerimenti