Ma il Covid non si cura con i rimedi della nonna

La Posta della Olga
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C'è un ventenne in terapia intensiva - scrive la Olga - Non aveva fatto il vaccino, come tutti gli altri colpiti dal virus che sono ricoverati nei nostri ospedali. Sorprendentemente la notizia non l'hanno data i No Vax, tramite volantinaggio o altro, ma la Regione e l'Ulss 9. La variante Delta morde soprattutto i giovani e non c'è altra àncora di salvezza che la profilassi, a meno che i No Vax non abbiano una ricetta più efficace. E, se ce l'hanno, mi domando perché non escano dalle tenebre dell'anonimato per indicarcela. L'umanità intera gliene sarebbe riconoscente. Le pandemie sono sempre state sconfitte dai vaccini ma se c'è un'altra via, magari un sottovalutato rimedio della nonna, basta dirlo. Si sa che c'è gente che ha una paura atavica della puntura, non solo quella dei vaccini, ma anche di una semplice punturina vitaminica sul culetto e che magari preferirebbe come alternativa un decotto, un impiastro, due fette di patata sulle tempie, un peperone come supposta, un cornetto scaccia malocchio infilato in un orecchio. E allora se è questo il problema, se i No Vax hanno messo su tutto questo ambaradan ideologico solo perché hanno orrore della siringa, lo ammettano, saranno compresi e aiutati psicologicamente, addirittura dal professor Strusa in persona che ha dato la propria disponibilità. Sempreché lo status di No Vax non coincida con quello di negazionista della pandemia, considerata come un'atroce messinscena con morti finti, manichini nei letti di ospedale, bare portate alla sepoltura vuote, parenti con finte lacrime ai funerali, personale sanitario corresponsabile dell'immane inganno. La follia non ha confini ma bisogna operare delle distinzioni. Solo una minima parte di quelli che non si sono vaccinati sono No Vax: vi sono anche gli attendisti, quelli cioè che - e ve ne sono anche in parlamento - aspettano come va a finire. La Isetta, trentasinque ani par gamba, mi dice che tiene duro: «Magari tra un par de mesi no ghe sarà più bisogno che me vacina anca mi parché nel fratempo se sarà vacinà quasi tuti e no ghe sarà più el bào in giro». E intanto la Isetta, che crede di essere furba, potrebbe finire in terapia intensiva. Come i tanti che la pensano come lei.

Silvino Gonzato

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