Sex shop sì, palestre no E chi protesta è facinoroso

La Posta della Olga
La Posta della Olga

C'è un male forse peggiore del Covid - scrive la Olga - ed è la disperazione di chi perde il lavoro e non può più mantenere la famiglia a causa delle chiusure e delle restrizioni imposte dal governo per impedire che si riempiano gli ospedali. Se la salute viene prima di tutto, bisognerà anche mettere nel conto chi la perde nel momento cui si sente dire dal titolare del bar o del ristorante o della palestra o del centro estetico in cui lavora: «Da domani sei a casa, non servi più». Il disperato, con altri disperati, scende in piazza per protestare. Non è né di estrema destra né di estrema sinistra, è semplicemente un disoccupato che ha delle bocche da sfamare e non potrà più farlo, ma viene liquidato come un facinoroso solo perché in piazza con lui ci sono i soliti balordi che ne approfittano per spaccare tutto. La sua protesta non vale quindi un fico secco. Il povero disgraziato sa che il governo, affinché tutto non venga prima della salute, non ha ritenuto indispensabile, o l'ha ritenuta fino alle 18, l'attività che gli dava il pane. Qualcuno si chiede perché gli sexy shop siano aperti e le palestre no, ma c'è poco da tormentarsi con gli interrogativi: se il comitato tecnico-scientifico che ispira il governo ha deciso così è perché le sue idee su ciò che è indispensabile e su ciò che non lo è sono supportate da conoscenze che noi, baluba, non abbiamo. Non lo capiamo perché siamo ignoranti come sape. Da ignoranti non capiamo l'importanza scientifica del contraddittorio tra virologi, solo apparentemente in lite tra loro, e non capiamo dove il ministro della Salute, Speranza, che immaginavamo impegnato allo spasimo, con i colleghi di governo, a mettere in campo misure efficaci per prevenire l'annunciata nuova ondata di contagi, abbia trovato il tempo di scrivere un libro prematuramente speranzoso e quindi ritirato prima di essere messo in vendita. Da ignoranti, vedendo sui giornali la foto della Boschi su uno yacht assieme ad amici e amiche, tutti con l'unica protezione di quella solare, ci eravamo illusi che il Covid fosse morto e sepolto. E ora, forti della pochezza del nostro comprendonio e della confusione che abbiamo in testa, siamo qui a chiederci come mai ci troviamo in questa situazione. •

Silvino Gonzato