Rifugio
Podestaria: «Ora
fate attenzione alla caduta di aeromodelli»

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Quando si cammina lungo il sentiero che da Bocca di Selva porta al rifugio Podestaria - scrive la Olga - generalmente si guarda per terra per non inciampare in un sasso o per non pestare una boàssa, visto che è territorio di pascolo delle vacche. Ma - e finora lo si è sottovalutato - il vero pericolo viene dal cielo, da quel cielo terso che spesso questo angolo di paradiso ti regala, e precisamente dagli aeromodelli che decine di appassionati fanno volteggiare, affidandoli ai capricci del vento, nell'area in prossimità del rifugio i cui tavoli all'aperto erano anche domenica scorsa gremiti di famiglie con bambini e di escursionisti. In una lettera, pubblicata martedì su questo giornale, un testimone racconta come uno di questi stranfiéri volanti, con un'apertura alare di un metro e mezzo e con la coda di metallo, sia precipitato in mezzo alla gente dopo aver sbattuto contro il pennone della bandiera, proprio a ridosso dei tavoli. Poteva scapparci il morto o il ferito ma per fortuna si è fatto male solo il velivolo e, moralmente, il proprietario che, accorso in macchina per recuperarlo, è stato linciato verbalmente dalla folla inferocita. Lo stesso testimone ricorda che qualche tempo prima, sempre al rifugio Podestaria, un altro di questo stranfiéri volanti si è abbattuto sulle auto in sosta cui, data la violenza dell'impatto, non è bastata una strofinatina col polish per camuffare il danno. Non si ha ancora notizia di vittime tra le vacche anche se un cugino del Vacamòra, el Vacabìsa, che ha un allevamento da quelle parti, ne ha trovate alcune ammaccate e rigate, lesioni, come è stato stabilito dalla Forestale, non riconducibili alle aggressioni dei lupi. «Meno mal - avrebbe detto el Vacabìsa a uno della Protezione bovile - che le vache no le gà le tete su la schéna». Certo che l'equilibrio naturale della valle, che fa parte del protetto Parco della Lessinia, è gravemente turbato dalle incursioni degli aeromodelli della domenica. Non si sa se e quanto gli schianti di questi influiscano sulla riproduzione delle marmotte, del cuculo e di altre specie animali dalla psiche fragile. Il territorio dovrebbe diventare da subito una "No fly zone" a difesa di uomini e bestie, ma vallo dire ai politici di queste parti alle prese con la campagna elettorale. •

Silvino Gonzato