Quei bandòti elettorali che rovinano il paesaggio

La Posta della Olga
La Posta della Olga

 In piena era digitale - scrive la Olga - fa specie vedere ancora i bandòti elettorali sorretti da tubi deturpare piazze, strade e giardini. Tanto più che sono pochi i candidati che si affidano ancora alla carta per farsi pubblicità coi loro slogan risolutivi del tipo «Conosco i bisogni della gente e anche quelli dei cani» sottintendendo involontariamente che contro i bandòti, per necessità o istinto, si può orinare. Molti di questi tabelloni resistono dai tempi della Dc di De Gasperi, del Pci di Togliatti e del Psi di Nenni. Basta vedere in quali condizioni versano: anneriti da centinaia di strati di colla sovrapposti, imbrattati di lerciume comprese cacche di piccione risalenti, come sostiene il guanologo del bareto, Nino Zàcchera, almeno all'epoca di Malagodi. Già voglia di votare ce n'è sempre meno, se poi vedi queste schifezze ti passa del tutto. Al mio Gino invece, i bandòti elettorali ricordano i bei tempi in cui da butèl faceva l'attacchino per i socialisti. Partiva dalla sezione del partito in bicicletta con a rimorchio un carrettino con i rotoli di manifesti, il bidone della colla e el penèl. Si faceva sempre avanzare un poster da mettere in camera. Ma quando l'ho conosciuto era passato temporaneamente al Psiup, che era il partito dei ferrovieri, e la prima notte di intimità avevamo il faccione occhialuto di Tullio Vecchietti che ci guardava dalla parete dietro al letto. Quella notte non gli ho detto niente perché non c'era abbastanza confidenza e non si devono mischiare certe cose con la politica, ma ancora adesso, quando mi capita, glielo rinfaccio. Una volta finite le elezioni, i bandòti restano lì almeno un paio di mesi. Per indolenza di chi li dovrebbe rimuovere - ho sempre pensato - poi invece mi è stato detto che vengono lasciati volutamente sul posto il tempo necessario perché la gente possa rendersi conto di quale mona ha votato. In ogni caso sono ferri vecchi di cui bisognerebbe finalmente disfarsi rifilandoli a Buìcio. Oggi ci sono tanti modi più rapidi ed efficaci dei bandòti per comunicare. Ai bandòti che ho davanti a casa ci appoggiano le bici. Uno ci ha appoggiato la scala per recuperare la moglie che si intestardiva a non scendere dall'albero. A qualcosa, comunque, servono. •

Silvino Gonzato